giovedì 27 novembre 2014

INTERESSATI ALLA CAMPAGNA OLIVICOLA

DALLA FONTE ISMEA: 
CAMPAGNA OLIVICOLA 
DELL'ANNATA 2014/2015

La campagna produttiva 2014-2015 presenta numerosi problemi.
Le fasi fenologiche di fioritura e allegagione non hanno avuto il decorso sperato e sono state ostacolate principalmente dalle avversità climatiche. L’estate è risultata troppo piovosa e ha favorito gli attacchi di patogene (in primis la mosca) che hanno avuto al possibilità di manifestarsi in diverse generazioni inficiando notevolmente importanti aree olivicole della penisola, provocando danni sia sul fronte quantitativo, sia qualitativo.
Negli oliveti condotti in maniera professionale e dove si è intervenuti tempestivamente per contrastare gli attacchi di mosca, la produzione esitata è stata abbastanza soddisfacente, soprattutto sotto il profilo qualitativo. In molto casi si è preferito non procedere con interventi particolari, in considerazione degli alti costi, che non sarebbero stati coperti dagli incerti esiti produttivi. Da considerare un ulteriore comportamento che è quello della non raccolta.
In questo contesto si inseriscono le previsioni di produzione che attesterebbero la produzione ad un livello pari a 302 mila tonnellate, contro le 464 mila diffuse dall’ISTAT per il 2013.
Il dato stimato per il 2014 è di fatto una sintesi tra un’ipotesi minima che porterebbe la produzione a 286 mila tonnellate (-38%) ed una massima che potrebbe invece portare i volumi verso le 310 mila tonnellate (-33%).
In tutto questo i primi responsi che arrivano dai frantoi indicano rese inferiori rispetto a quelle dello scorso anno e questo potrebbe portare la produzione di olio anche a livelli più bassi rispetto a quanto previsto. Di contro se le prossime settimane permettessero una permanenza ottimale delle olive sulle piante si potrebbe anche avere una situazione meno pesante.


Da un punto di vista territoriale a pesare sul risultato finale sono sicuramente Puglia e Calabria per le quali si attende una produzione decurtata di più di un terzo rispetto allo scorso anno. A mitigare, in parte, tale risultato c’è la Sicilia la cui flessione è attesa al -22%. Ma è in tutto il Sud che si attendono flessioni a due cifre con punte di -45% per Basilica e Abruzzo e -40% per la Campania.
Nel Centro Italia ed in Liguria si attende una produzione quasi dimezzata e anche nelle regioni del Nord si prevedono quantitativi molto al di sotto dello scorso anno.
In questo quadro fa eccezione la Sardegna dove si stima un +30% rispetto ad un 2013 di scarsissima produzione e, anche se con quantitativi limitati, il Piemonte.
Intanto il mercato sta rispondendo con prezzi in aumento soprattutto nell’extravergine. C’è infatti una domanda già molto dinamica su questo prodotto e soprattutto sulle partite di qualità migliore. 1

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