giovedì 24 marzo 2022

Agrimont 2022: sostenibilità ambientale, ma anche economica per la montagna e le sue aziende agricole

 Agrimont 2022: sostenibilità ambientale, 

ma anche economica per la montagna 

le sue aziende agricole

Api fondamentali per la biodiversità


Le diverse Associazioni di categoria, Confagricoltura, CIA e Coldiretti, si sono riunite i

ad Agrimont in un convegno in cui hanno portato le istanze del mondo agricolo bellunese,

e del mondo agricolo montano in generale, all’attenzione della Regione Veneto.

 Al centro

dell’incontro una tematica molto cara all’agricoltura di montagna: la sostenibilità ambientale ed

economica delle aziende agricole. La Regione dalla sua ha portato l’esperienza di due tecnici,

Franco Contarin e Pietro Salvadori, che hanno spiegato agli agricoltori quale sarà la nuova PAC –

Politica Agricola Comune – e soprattutto quali potranno essere le ricadute sul PSR – Piano di

Sviluppo Rurale – da qui ai prossimi anni.

A moderare l’incontro Chiara Bortolas del Consiglio di Amministrazione di Longarone Fiere

Dolomiti che ha sottolineato come l’evento sia servito anche a fare un “un recap sulla situazione

attuale del mondo agricolo che vive inevitabilmente le difficoltà legate al momento storico attuale,

dall’uscita da una pandemia ai riflessi di una guerra a noi vicina. 


Si è capita però l’importanza di tornare a produrre anche in territorio bellunese determinati tipi di

 prodotti, in modo da non far

mancare nelle nostre stalle e nelle nostre aziende le materie prime, evitando così di pagare

ulteriormente i prodotti”.

Il convegno di oggi è focalizzato quindi sui temi relativi al sostegno da parte della Regione

all’agricoltura nelle zone montane e in particolare su alcuni strumenti messi a disposizione dalla

PAC, soffermandosi sulle misure agroambientali del PSR, le indennità per le zone montane e su

una serie di misure che riguardano il ricambio generazionale, l’insediamento dei giovani agricoltori

e gli investimenti in innovazione e ammodernamento da parte delle aziende.

“In particolare, con lo strumento del PSR – evidenzia il direttore di Adg FEASR, Franco Contarin – la

Regione del Veneto ha dato un segnale concreto di attenzione alle zone montane e

all’imprenditoria agricola che è un importantissimo presidio per la sicurezza di tutto il territorio

regionale. Sulle misure che ho citato, ben oltre il 40% delle risorse programmate a favore

dell’intera regione del Veneto sono state concesse, e in gran parte erogate, proprio alle imprese

agricole di montagna”. 

Questi sono i dati relativi alla programmazione 2014-2020 del PSR, ormai

nella sua fase conclusiva. Una programmazione che ha visto finanziate ben oltre 10.000 imprese e

operatori della zona montana del Veneto. Contarin esprime, da parte della Regione, analoga

intenzione anche per la programmazione che inizierà dal 1° gennaio 2023, che in questo momento


sta definendo i contenuti tecnici delle nuove misure. “Il convegno di oggi – conclude Contarin -

sicuramente ha fornito interessanti osservazioni, spunti e suggerimenti da considerare in questa

fase di perfezionamento dei nuovi strumenti”.

Mentre oggi, domenica 20 marzo, grande spazio al mondo apistico con il convegno organizzato da

Apimarca nel Centro Congressi di Longarone Fiere Dolomiti, appena ristrutturato e adeguato alle

più stringenti normative anti covid-19. Due approfondimenti tecnici di grande attualità e

importanza, non solo per le api, ma per tutto il sistema ambiente. Ad aprire l’intervento della

dott.ssa Katia Zanatta, biologa e ricercatrice indipendente: “Biodiversità e attività umane:

contrapposizioni e sinergie”. Durante l’esposizione è stato sottolineato il legame tra il concetto di

evoluzione e biodiversità, e come questo incida sui servizi ecosistemici, raccolti a loro volta dal

sistema socioeconomico. “Purtroppo – sottolinea la Zanatta – spesso si bada più all’aspetto

economico, andando a danneggiare gli ecosistemi stessi, che sono molto sensibili ai trattamenti

chimici e fisici. Quindi, fenomeni come asporto di suolo, movimentazione di terra, inquinamento

da pesticidi chimici e cambiamenti climatici, portano ad un progressivo deterioramento dello stato

di conservazione per la maggior parte della flora e della fauna terrestre”. Quindi l’importanza

dell’impollinazione, la quale gioca un ruolo fondamentale nell’agricoltura, si può individuare in una

scorretta pratica agricola, la causa principale di danneggiamento della biodiversità con la

conseguente frammentazione degli habitat e la perdita degli impollinatori, costringendoli a

migrare lasciando spazio a sostitutive specie aliene.

A seguire l’intervento della dott.ssa Cecilia Costa, primo ricercatore presso il CREA – Centro di

Ricerca Agricoltura e Ambiente – sulle “Api locali per un’apicoltura sostenibile”. Per la Costa

“Un’apicoltura sostenibile ha come obiettivi un giusto sostentamento per gli apicoltori e la

sicurezza dell’ambiente e dei consumatori”. In questo sono le api locali che possono giocare un

ruolo importante. Alla base un’analisi dell’apis mellifera, e più specificamente delle sottospecie

italiane, studiando la loro evoluzione nel tempo e nell’ambiente in cui vivono. Inoltre, ulteriori

informazioni sono state raccolte durante il recente studio EURBEST condotto sulla resistenza alla

Varroa, in cui è emersa la possibilità di selezionare delle api per ottenere caratteri di resistenza a

questo acaro parassita.

Grande attesa per il secondo fine settimana di Agrimont, 25-26-27 marzo, per una grande

esposizione di macchine, attrezzature e prodotti dedicati all’agricoltura in pendenza, ma anche per

i tanti eventi, presentazioni, approfondimenti in programma.

I convegni ospitati ad Agrimont 2022 sono disponibili online sul portale del Forum dell’Agricoltura

di Montagna: https://forum.agrimont.it

Nessun commento:

Posta un commento