martedì 13 maggio 2025

Tornano i predatori sulle montagne lombarde

 

Sette orsi e due branchi 

di lupi: tornano i predatori 

sulle montagne lombarde

Monitoraggi notturni, visori termici e segnalazioni sul campo: così la polizia provinciale segue i movimenti di lupi e orsi tra l'Adamello e lo Stelvio. Intanto il Parlamento europeo rivede le regole [...]

    

«Orsi e lupi lasciateli andare per la loro stradanon inseguitelinon importunateli». È l'appello di Daniele Mannatrizio, consigliere delegato all'ambiente e alla sicurezza della provincia di Brescia. Sono tornati e non sono pochi, secondo gli ultimi rilevamenti effettuati dalla polizia provinciale grazie ad appositi controlli effettuati anche con strumenti elettronici e visori notturni. Complessivamente sono stati censiti, fra i parchi dello Stelvio e dell'Adamello, a cavallo delle province di Sondrio, Bergamo, Trento e Brescia7 orsi di varie dimensioni e 2 branchi di lupi per complessivi 16-17 esemplari.

Sette orsi e due branchi di lupi: tornano i predatori sulle montagne lombarde

Orsi e lupi tra Brescia e Trento: la polizia li segue con droni e telecamere notturne

Predatori? «Più che altro cercano il mieleanche se in alcune località hanno ucciso pecorecapre e animali da cortile. In ogni caso, gli agricoltori danneggiati - sottolinea Mannatrizio - verranno indennizzatiInutile sparare a queste specie protette che vivono nelle nostre vallate e sui monti. Per ora, comunque, non hanno provocato incidenti stradali». Da Strasburgo, arriva anche la notizia che il Parlamento europeo ha approvato la proposta della Commissione di diminuire lo status di protezione del lupo da «strettamente protetto» a «protetto».

«Il voto della scorsa settimana - ha dichiarato l'assessore lombardo all'agricoltura Alessandro Beduschi - rappresenta un passo importante verso una gestione più realistica e sostenibile della presenza del lupo. Finalmente si riconosce che non si possono ignorare le difficoltà di chi presiede quotidianamente le montagne e le aree interne. Come sempre la nostra linea guida è dettata dalla scienza e non dall'ideologia». Insomma, la convivenza fra le specie protette e l'uomo è possibile solo se supportata da strumenti concreti, basati su dati, che mettano in sicurezza anche il lavoro degli allevatori e la continuità delle loro attività, senza compromettere l'equilibrio faunistico.

E sempre a proposito di orsi, non più tardi  di sabato un giovane esemplare è stato immortalato dalle telecamere di sorveglianza al colle di San Zeno , in Alta Valle Trompia, nel bresciano. Tranquillamente stava cercando cibo fra i cassonetti dei rifiuti di un capanno. «Si pensava fosse stato un cinghiale - ha dichiarato il proprietario Alessio Gipponi - la sorpresa l'abbiamo avuta quando abbiamo verificato le telecamere. Un orso in carne ed ossa che ha gettato a terra  le voliere, spostato un pò di attrezzi, rovistato un  qua e là e cercato qualcosa da mangiare. In ogni caso di danni non ne ha provocati molti».

Sono stati avvisati i Carabinieri Forestali che hanno confermato la presenza dei plantigradi da tempo in alta Valle. In caso di incontri ravvicinati  i soliti consigli: non urlare, mantenere la calma, evitare movimenti movimenti bruschi: insomma fare in modo  che l'animale capisca di non essere in pericolo e lasciarlo andare  per la sua strada.

Di Renato Andreolassi

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