«Orsi e lupi lasciateli andare per la loro strada, non inseguiteli, non importunateli». È l'appello di Daniele Mannatrizio, consigliere delegato all'ambiente e alla sicurezza della provincia di Brescia. Sono tornati e non sono pochi, secondo gli ultimi rilevamenti effettuati dalla polizia provinciale grazie ad appositi controlli effettuati anche con strumenti elettronici e visori notturni. Complessivamente sono stati censiti, fra i parchi dello Stelvio e dell'Adamello, a cavallo delle province di Sondrio, Bergamo, Trento e Brescia, 7 orsi di varie dimensioni e 2 branchi di lupi per complessivi 16-17 esemplari.
Predatori? «Più che altro cercano il miele, anche se in alcune località hanno ucciso pecore, capre e animali da cortile. In ogni caso, gli agricoltori danneggiati - sottolinea Mannatrizio - verranno indennizzati. Inutile sparare a queste specie protette che vivono nelle nostre vallate e sui monti. Per ora, comunque, non hanno provocato incidenti stradali». Da Strasburgo, arriva anche la notizia che il Parlamento europeo ha approvato la proposta della Commissione di diminuire lo status di protezione del lupo da «strettamente protetto» a «protetto».
«Il voto della scorsa settimana - ha dichiarato l'assessore lombardo all'agricoltura Alessandro Beduschi - rappresenta un passo importante verso una gestione più realistica e sostenibile della presenza del lupo. Finalmente si riconosce che non si possono ignorare le difficoltà di chi presiede quotidianamente le montagne e le aree interne. Come sempre la nostra linea guida è dettata dalla scienza e non dall'ideologia». Insomma, la convivenza fra le specie protette e l'uomo è possibile solo se supportata da strumenti concreti, basati su dati, che mettano in sicurezza anche il lavoro degli allevatori e la continuità delle loro attività, senza compromettere l'equilibrio faunistico.
E sempre a proposito di orsi, non più tardi di sabato un giovane esemplare è stato immortalato dalle telecamere di sorveglianza al colle di San Zeno , in Alta Valle Trompia, nel bresciano. Tranquillamente stava cercando cibo fra i cassonetti dei rifiuti di un capanno. «Si pensava fosse stato un cinghiale - ha dichiarato il proprietario Alessio Gipponi - la sorpresa l'abbiamo avuta quando abbiamo verificato le telecamere. Un orso in carne ed ossa che ha gettato a terra le voliere, spostato un pò di attrezzi, rovistato un qua e là e cercato qualcosa da mangiare. In ogni caso di danni non ne ha provocati molti».
Sono stati avvisati i Carabinieri Forestali che hanno confermato la presenza dei plantigradi da tempo in alta Valle. In caso di incontri ravvicinati i soliti consigli: non urlare, mantenere la calma, evitare movimenti movimenti bruschi: insomma fare in modo che l'animale capisca di non essere in pericolo e lasciarlo andare per la sua strada.
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