domenica 25 giugno 2023

La Santanchè pronta a riferire in Parlamento

 

La Santanchè, 

nel mirino di Report, 

pronta a riferire 

in Parlamento

La ministra del Turismo è di nuovo sotto attacco dopo l'inchiesta di Report sulla gestione delle sue aziende. L'opposizione ora chiede che si dimetta. Lei dice di essere pronta a riferire in Parlamento


Conciliare il ruolo di ministra del Turismo e quello di imprenditrice sembra essere tutt’altro che facile per Daniela Santanchè, di nuovo nella bufera e a rischio poltrona. Lunedì scorsoun servizio di Report (RaiTre), intitolato Open to Fallimento (richiamando la recente, e contestatissima, campagna realizzata dalla ministra per il turismo italiano Open to Meraviglia) ha di nuovo tirato in ballo le società della ministra Santanchè, ovvero Visibilia (azienda di cui Santanchè non è più azionista di maggioranza) e Ki Group Spa (azienda di alimentare biologico che la ministra la acquista nel 2006 insieme all’ex compagno Canio Mazzaro), con accuse pesanti: bilanci in rosso, lavoratori mandati a casa senza liquidazione, ditte messe in difficoltà, o addirittura strozzate, dal mancato saldo delle forniture». E ancora «cassa integrazione usata in modo fraudolento»… La diretta interessata a caldo aveva sbottato: «Stronzate, basta. Indagata di cosa?» ed era pronta con le querele. Report, dal canto suo, aveva confermato la propria versione. Intanto l’opposizione chiede le immediate dimissioni della ministra del Turismo, con Giuseppe Conte - leader del Movimento 5 Stelle - che ha scritto un lungo messaggio sul proprio profilo Twitter. Ma in ogni caso sarà poi da vedere cosa deciderà la premier Giorgia Meloni se dovesse arrivare un rinvio a giudizio per la Santanchè. Meloni che, intanto, fa sapere che la ministra del Turismo non ha alcun problema a presentarsi in Aula per fare chiarezza su quanto sta accadendo: «Io penso non ci sia nessun problema a riferire in Parlamento, è una richiesta legittima del Parlamento – ha detto la premier a margine dell'Europa Forum Wachau in Austria - Sono contenta che la ministra Santanchè abbia dato la sua disponibilità, l'ho vista tranquilla in queste ore come sono tranquilla io». Conferme arrivate anche dalla Santanchè: «Sono vent'anni che faccio politica, la vede la mia faccia? Ce l'ho sempre messa, se verrà formalizzata la richiesta che devo andare a riferire in Parlamento sarò fiera e orgogliosa di farlo». E a chi le hiedeva se teme un rinvio a giudizio, la Santanchè ha risposto: «Non capisco come si possa parlare di rinvio a giudizio, non ho ricevuto un avviso di garanzia».

Dunque ora Daniela Santanché dovrebbe in ogni caso presentarsi in Parlamento e chiarire le sue ragioni sul caso sollevato dall’inchiesta della trasmissione tv Report. A sostenerlo non sono comunque solo le opposizioni, ma anche esponenti della maggioranza che sostiene il Governo. La ministra ha ricevuto anche oggi attesati di solidarietà da parte del centrodestra, a cominciare dal ministro degli esteri Antonio Tajani, ma a incrinare il fronte ecco arrivare le parole di Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera per la Lega: «Non ho visto Report, ho visto la replica del ministro Santanché. Si è detta tranquilla e che quando sarà il momento verrà in Parlamento a spiegare le sue ragioni, anche in questo caso ovviamente aspettiamo che il ministro Santanché spieghi le sue ragioni. Ma i processi non si fanno in televisione». «Santanché chiarisca in aula: siamo garantisti ma questa è la linea della Lega» ha aggiunto il capogruppo in Senato Massimiliano Romeo.

Visibilia e Ki Group Spa, cosa è successo 

nelle aziende della ministra Santanchè

Ma facciamo un passo indietro e torniamo alla “vecchia” inchiesta su Visibilia dove si parlava di debiti con il fisco e di stato d’insolvenza con la successiva richiesta da parte dei pm di fallimento. Richiesta che era rientrata dopo il saldo all’Agenzia delle Entrate. Ma non solo, per evitare conflitti di interessi sull’annosa questione delle concessioni balneari la ministra del Turismo aveva venduto a Flavio Briatore e al compagno Dimitri Kunz d’Asburgo Lorena le quote del Twiga. Sembrava dunque tutto finito, o almeno lo era per la Santanchè che assicura «È sempre la stessa inchiesta. Non hanno trovato niente. Siamo usciti puliti da tutto». Ma ora Report sembra aver riaperto il “caso”, o almeno quello mediatico.

Caso Santanchè: Report conferma le accuse, 

la Ministra querela

L’inchiesta di Report firmata da Giorgio Mottola e intitolata, appunto, “Open to Fallimento” riporta, infatti, a galla testimonianze di dipendenti che dichiarano di essere rimasti senza stipendi, senza tfr. Un'altra dipendente invece ha denunciato di aver lavorato durante il periodo di cassa integrazione, pagata dallo stato, per le aziende che facevano riferimento alla Santanchè. E ancora ditte messe in difficoltà, o addirittura strozzate, dal mancato saldo delle forniture.

E se da una parte la ministra Santanchè minaccia querele e annulla tutti gli eventi in programma, dall’altra Report conferma la propria versione: «Dopo quattro giorni dalla messa in onda dell'inchiesta di Report a firma di Giorgio Mottola, la ministra Santanchè ha ritenuto opportuno smentire i fatti denunciati, senza però entrare nei particolari - scrive su Facebook il conduttore della trasmissione, Sigfrido Ranucci - La ministra ha anche annunciato querela. Nell'inchiesta alcuni dipendenti avevano testimoniato di essere rimasti senza stipendi, senza tfr. Un'altra dipendente invece ha denunciato di aver lavorato durante il periodo di cassa integrazione, pagata dallo stato, per le aziende che facevano riferimento alla Santanchè. Report da parte sua conferma la veridicità di tutti i contenuti trasmessi. Si tratta di fatti documentati, riscontrati e oggetto di indagine della magistratura. Per il mancato pagamento del tfr ai dipendenti della Ki Group è in corso un procedimento davanti al Tribunale fallimentare di Milano. Un altro procedimento riguarda la dipendente di Visibilia costretta a lavorare nel periodo di cassa integrazione a zero ore in carico allo Stato, ed è in corso presso il Tribunale di Roma. La stessa dipendente è stata audita dalla Consob. Un ulteriore procedimento penale su Visibilia è in corso invece presso la Procura di Milano. Su questi aspetti è stata inviata una richiesta ufficiale di intervista alla ministra, alla quale non abbiamo ricevuto risposta. Un'altra richiesta è stata inviata agli attuali amministratori di Ki Group, completa di un elenco specifico e dettagliato di domande. Ma anche Ki Group ha preferito non rilasciare la sua versione dei fatti. La puntata di Report andrà in replica sabato alle 17:20 su Rai 3».

Caso Santanchè, Conte (Movimento 5 Stelle): 

«Chiarisca o si dimetta»

Come anticipato, l'opposizione chiede le dimissioni immediate del ministro del Turismo. E Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha commentato così su Twitter la vicenda: «La Santachè ha due strade: o viene in Parlamento a diradare in modo puntuale le gravi ombre sul suo operato, oppure fa un passo indietro e lascia l’incarico istituzionale. Presidente Meloni sei d’accordo che non ci sono alternative? Che dici? Sono ormai trascorsi quattro giorni da quando la trasmissione Report ha diffuso ricostruzioni ben precise che gettano una grave ombra sulle attività imprenditoriali della ministra Santanchè. Abbiamo pazientemente atteso che la diretta interessata avvertisse, essa stessa, l’urgenza e la necessità di chiarire, punto per punto, la realtà dei fatti e il proprio punto di vista».

La Santanchè, nel mirino di Report, pronta a riferire in Parlamento

Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte

Poi aggiunge: «Purtroppo l’unica reazione che sin qui la ministra ha lasciato filtrare è che intende presentare una ‘querela’. Ma questa non è una risposta che entra nel merito delle accuse, gravi e circostanziate, che le vengono mosse. Il tempo è ormai scaduto. Non possiamo permettere che le nostre più alte cariche istituzionali si sottraggano al principio di ‘responsabilità politica’ che impone di fornire i necessari chiarimenti rispetto a condotte censurabili. La fiducia nelle istituzioni è un ‘bene comune’ che dobbiamo tutti impegnarci a preservare». iat

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