martedì 13 maggio 2025

Balneari, pronta una bozza del Governo

 

Balneari, pronta 

una bozza del Governo con nuove regole 

su stagione e canoni

Il Mit sta definendo un testo che potrebbe uniformare su scala nazionale la durata della stagione estiva e aggiornare i criteri per il calcolo dei canoni. Nessuna traccia, invece, del decreto sugli indennizzi, atteso ormai da marzo e fondamentale per le gare da avviare entro il 2027

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Arrivano novità importanti per il comparto balneare italiano: il ministero delle Infrastrutture sta infatti lavorando a un decreto che fisserà nuove regole per tutta la penisola. In particolare, verranno aggiornati gli importi dei canoni delle concessioni e definite, per la prima volta su scala nazionale, le date di apertura e chiusura della stagione balneareNessuna novità concreta invece sul fronte degli indennizzi, attesi da mesi e, purtroppo, ancora avvolti nel silenzio.

Balneari, le novità del decreto pensato dal Mit

Il provvedimento, ricordiamo, è attualmente in fase di bozza e fa parte di un decreto omnibus che affronta diversi temi - dalle concessioni autostradali al ponte sullo stretto di Messina - ma contiene anche un articolo specifico per stabilire una cornice temporale unica alla stagione balneare. Fino a oggi, ogni Regione aveva la facoltà di decidere autonomamente le date di avvio e chiusura, con evidenti differenze tra territori. Ora, invece, il testo propone un'unica finestra nazionale: «Al fine di individuare misure di sicurezza della balneazione omogenee su tutto il territorio nazionale e di ordinato governo del territorio, la stagione balneare è fissata dalla terza settimana di maggio alla terza settimana di settembre di ogni anno» si legge nel documento.

Balneari, pronta una bozza del Governo con nuove regole su stagione e canoni

Stagione balneare e canoni, cosa prevede la bozza del nuovo decreto del Mit

Il decreto concede comunque una certa flessibilità agli enti localiche potranno anticipare o posticipare di una settimana l'inizio della stagione, purché venga rispettata la durata complessiva indicata. Inoltre, viene specificato che «al di fuori della stagione balneare è sempre consentita l'apertura delle strutture balneari che intendono attivare il servizio di assistenza bagnanti o, in assenza di quest'ultimo, per i soli fini elioterapici». Un passaggio importante per quegli stabilimenti che operano anche in bassa stagione o tutto l'anno, soprattutto in alcune aree turistiche del Sud.

Un altro punto chiave riguarda l'aggiornamento dei canoni, ovvero gli importi che i concessionari devono versare allo Stato per l'uso del demanio marittimo. La bozza stabilisce che «ai fini della determinazione degli aggiornamenti annuali dei canoni annui relativi alle concessioni demaniali marittime, l'indice dei valori per il mercato all'ingrosso si intende sostituito, in assenza della produzione e diffusione dell'indice da parte dell'Istituto nazionale di statistica (Istat), dall'indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali». Finora, sottolineiamo, l'adeguamento avveniva ogni anno sulla base dell'inflazione calcolata dall'Istat e veniva comunicato con una circolare del Mit a fine dicembre. Quest'anno, però, la circolare non è mai arrivata. Come annunciato, manca invece all'appello la norma più attesa dai concessionariquella sugli indennizzi.


Il Consiglio di Stato dice no 

alle «concessioni balneari eterne»

Intanto, di recente, si è aggiunto un altro tassello importante sul piano giuridico. Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 4014/2025, ha infatti smontato una tesi ricorrente nel dibattito sulle concessioniquella secondo cui i titoli rilasciati prima dell'entrata in vigore della direttiva Bolkestein sarebbero eterni. Il caso riguardava un imprenditore di Sanremo, che aveva fatto ricorso contro la decisione del Comune di limitare la validità della sua concessione al 31 dicembre 2023, in applicazione della legge nazionale 118/2022. Secondo i legali del concessionario, la concessione doveva essere considerata come un rapporto pluriennale di durata indefinita, essendo nata prima del 7 dicembre 2000. Una linea già respinta dal Tar Liguria e confermata ora anche dai giudici di Palazzo Spada.


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