martedì 25 febbraio 2025

Contaminazione alimentare: l'Italia un'emergenza silenziosa

 

Contaminazione alimentare: l'Italia 

di fronte 

a un'emergenza silenziosa

La contaminazione alimentare è un rischio crescente e spesso sottovalutato. Sostanze chimiche come Pfas e Nias possono infiltrarsi nella catena alimentare, minacciando la salute pubblica attraverso l'acqua, i terreni agricoli e i prodotti di uso quotidiano. L'Italia si trova al centro di una delle situazioni più gravi d'Europa, con casi allarmanti registrati in Veneto, Piemonte e Lombardia

di Matteo Scibilia
Responsabile scientifico di Italia a Tavola

Contaminazione alimentare: l'Italia di fronte a un'emergenza silenziosa

Iniziamocon questo articoloun'indagine su temi spesso trascurati nel mondo del foodun comparto in cui, troppo spesso, ci si rifugia dietro grandi concetti e valori eticistorici e culturali. La parola "sostenibilità" domina il dibattito, usata a volte fino a diventare una sorta di ubriacatura collettiva. Forseperòè giunto il momento di affrontare questioni più scomodespesso evitate per timore di addentrarsi in ambiti scientifici complessi e di non facile interpretazione. Tra queste, l'inquinamento e la contaminazione degli alimenti rappresentano un rischio sempre più concretotanto da far temere di aver raggiunto un punto di non ritorno.

Pfas e Nias: le sostanze che minacciano la nostra salute alimentare

Per cominciareè utile dare uno sguardo a due sigle ormai al centro dell'attenzione internazionalePfas Nias, acronimi di termini tecnici in inglese. I Pfas, ossia le "perfluorinated alkylated substances", sono sostanze chimiche di sintesi che analizzeremo in dettaglio, mentre con il termine Nias, ovvero "Non Intentionally Added Substances", ci si riferisce a contaminazioni alimentari non intenzionali. Negli ultimi anni, il dibattito sull'inquinamento delle acquedei terreni agricoli e sulla contaminazione di sostanze potenzialmente pericolose è diventato sempre più accesoQueste sostanze possono infatti arrivare sulle nostre tavole, rappresentando un rischio concreto per la salutenon solo attraverso il ciboma anche tramite oggetti di uso quotidiano, come le padelle antiaderenti che molti di noi utilizzano in cucina. L'Italia, purtroppo, è al centro del più grave caso di contaminazione da Pfas in Europa, come denunciato da Greenpeace.

Contaminazione alimentare: l'Italia di fronte a un'emergenza silenziosa

Contaminazione invisibile: le sostanze chimiche che minacciano la nostra salute

L'associazione ambientalista ha condotto indagini approfondite in Veneto, supportate dalle ricerche avviate già nel 2013 dall'Arpa, l'Agenzia regionale per la prevenzione ambientale del Veneto, con studi sul fiume PoAnche altre regioni non sono esenti: in Piemonte, l'Unione tutela dei consumatori di Novara denuncia da anni l'inquinamento delle acque locali, mentre in Lombardia, la rispettiva Arpa ha avviato indagini analoghe. A queste iniziative si aggiungono gli studi del Dipartimento di ambiente e salute dell'Irccs Mario Negri di Milano.

Cosa sono i Pfas? E come entrano nella catena alimentare?

Ma cosa sono esattamente i Pfas e perché rappresentano un rischio così serio per l'uomo e per l'ambiente? Nati negli anni Quaranta come composti chimici di sintesii Pfas comprendono oggi oltre 4mila sostanze utilizzate principalmente in ambito industrialeLa loro forza risiede nella resistenza ai processi naturali di degradazione, dovuta ai solidi legami tra atomi di fluoro e carbonio: una caratteristica che li rende particolarmente apprezzati in diversi contesti industriali per la loro capacità di respingere sia l'acqua sia i grassi.

I Pfas sono presenti in numerosi prodotti di uso quotidiano: si trovano nelle superfici antiaderenti delle pentole, nei detergenti, nei lucidanti per pavimenti e nelle vernici al lattice, dove svolgono il ruolo di emulsionanti o tensioattivi. Vengono impiegati anche nel trattamento di tessutitappetipelli e rivestimenti per renderli impermeabili e resistenti alle macchie. Inoltre, trovano applicazione nel settore medico per la produzione di teli e camici chirurgicinella placcatura dei metallinella lavorazione del petrolionella produzione mineraria e nella realizzazione di imballaggi alimentari resistenti a olio e acqua. Il loro impiego si estende poi anche all'edilizia, all'elettronica e al settore energetico, grazie alle proprietà dielettriche e idrorepellenti.

Contaminazione alimentare: l'Italia di fronte a un'emergenza silenziosa

Pfas e Nias: i nemici silenziosi nel cibo di tutti i giorni

Il vero problema è che queste sostanze possono infiltrarsi nelle acque sotterranee e, se non gestite correttamente durante i processi industrialiaccumularsi nelle piante e finire nella catena alimentare. Le conseguenze, secondo gli studi dell'Irccs Mario Negri di Milano, sono preoccupanti: i Pfas possono essere assorbiti dal sangue umano e causare gravi danni alla salute. L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha indicato un possibile aumento dei livelli di colesterolomentre altri studi hanno riscontrato effetti negativi su fegatotiroidesistema immunitariosistema riproduttivo e un aumento del rischio di alcune forme di cancro. L'esposizione maggiore, secondo gli esperti, avviene principalmente attraverso ciò che mangiamo e beviamo.

Quindi, cosa si può fare per contrastare questo rischioLe Arpa regionali e le autorità sanitarie locali dovrebbero intensificare le ricerche e monitorare con maggiore attenzione le aziende potenzialmente pericolose sul territorio. Anche i sindaci, in quanto garanti della salute pubblica, dovrebbero impegnarsi ad avviare indagini specifichecosì come le aziende responsabili della distribuzione dell'acqua potabile, che hanno il dovere di garantire la sicurezza degli acquedotti.

Siad

Nias: cosa sono e perché sono un rischio nascosto?

Per quanto riguarda i Nias, le "sostanze non intenzionalmente aggiunte" nei materiali a contatto con gli alimenti, la questione, pur essendo meno complessa da interpretare, non è meno rilevanteQueste sostanze possono formarsi nei materiali destinati al contatto alimentare, come il packaging, a causa di processi chimici imprevisti o incontrollabili. Tra le cause più comuni troviamo la degradazione dei materiali, i processi di irradiazione, le impurità presenti nelle materie prime o negli additivi, e i contaminanti che possono penetrare durante il ciclo produttivo. Anche reazioni chimiche non intenzionali tra le materie prime possono dare origine a queste sostanze.

Un esempio concreto riguarda gli alimenti confezionati in plastica o conservati in vaschette ricoperte di pellicola: questi materiali, a contatto con il cibo, possono rilasciare particelle dannose. Lo stesso rischio vale per le bottiglie di plastica utilizzate per l'acqua mineraletanto che l'Ue sta valutando l'introduzione di misure volte a ridurre questo pericoloincentivando l'uso del vetro e il ritorno al sistema del vuoto a rendere, con possibile attuazione già dal 2026.

Contaminazione alimentare: l'Italia di fronte a un'emergenza silenziosa

Contaminazione da plastica: i rischi nascosti degli imballaggi alimentari

Anche gli adesivi utilizzati per le etichette alimentari sono sotto esame, in quanto potenzialmente capaci di rilasciare sostanze indesiderate. Gli esperti raccomandano quindi maggiore attenzione negli acquistiprivilegiando alimenti confezionati in vetrosoprattutto quelli con un contenuto acido elevato. Anche i contenitori in metallo rivestiti internamente per evitare il contatto diretto con il metallo sono oggetto di studio, ma al momento i vasetti di vetro restano la scelta più sicura per conserve come sott'oli e sottaceti.

Detto ciò, questi sono temi di grande rilevanza per la salute di tutti. Le autorità, pur temendo possibili allarmismi nella popolazione, dovrebbero prestare maggiore attenzione al problema e agire con maggiore decisione. Torneremo presto a occuparci di queste questioni con ricerche più approfondite e nuove riflessioni.

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