venerdì 26 marzo 2021

Ottimismo e passaporto vaccinale Garavaglia lancia il turismo per l'estate

 

Ottimismo e passaporto vaccinale
Garavaglia lancia 

il turismo per l'estate


Il ministro al Turismo ha parlato della strategia di ripartenza per il settore con estremo ottimismo: «L'estate scorsa è stata quasi normale, quest'anno in più abbiamo il vaccino». 

Particolare attenzione alle città d'arte che devono ripartire da nuove strategie che puntino sull'offerta culturale

Viaggi Covid-tested al via, è già overbooking per le Canarie
Uottimismo quasi disarmante che, se non fosse per le buone considerazioni che sta incassando dagli addetti ai lavori della ristorazione e del turismo, risulterebbe quasi fuori luogo. Trasuda di fiducia il ministro al Turismo, Massimo Garavaglia intervenuto nella serata di mercoledì a Tg2Post tanto che verrebbe voglia di prenotare subito un viaggio per l'estate.
Si riparte solo con il passaporto vaccinale
La strategia per la ripartenza (che Garavaglia dà per certa per l'estate) ha un solo fulcro, il passaporto vaccinale. Una strada cavalcata ormai da molte parti, ma che come Italia a Tavola, per primi, abbiamo voluto perseguire suggerendola come soluzione per far ripartire il turismo e la ristorazione. Già in tempi non sospetti avevamo proposto il passaporto vaccinale come una sorta di check-in che permettesse ai vaccinati di prendere aerei, entrare al ristorante, alloggiare in un albergo.

«Sarà fondamentale mettere in atto il passaporto vaccinale - ha detto il Ministro - di cui si sta occupando l'Unione europea in modo univoco (oggi Draghi sarà al Consiglio europeo proprio per affrontare anche questa tematica ndr.). L'obiettivo è quello di avere un documento condiviso che non favorisca qualche Paese a discapito di altri. Certo, in Italia bisogna accelerare sulla campagna vaccinale, ma penso che stiamo andando nella direzione giusta. Se vacciniamo ai ritmi che stiamo prendendo adesso, in un attimo è fatta».

Cosa sta succedendo all'estero
Da parte dell'Unione europea sono arrivate aperture ampie sulla possibilità con il presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen che ha pienamente appoggiato il progetto. I Paesi però stanno agendo un po' per conto loro, più nei fatti che nelle parole. Israele di fatto è già uscita dalla pandemia con l'attuazione del cosiddetto Green Pass per ristoranti al chiuso e visita alle attrazioni turistiche. Francia e Germania avevano annunciato altri lockdown duri che non facevano promettere nulla di buono; il tiro - almeno per quanto riguarda la Germania - è stato un po' corretto con la cancelliera Angela Merkel che ha ritirato la serrata.

No alle aree Covid free
Garavaglia intanto ha annunciato che dal 31 marzo in Sardegna apre il centro per i test Covid in modo che sull'isola si arriverà solo se negativi al tampone o vaccinati. Un modo per mettere in sicurezza sia i sardi che tutti i turisti, una ricetta vincente per far ripartire la macchina del turismo sarda, determinante per l'economia della Regione e di quella nazionale.

Predisporre dei test per accedere in una località non è però il preludio alla creazione di isole felici "Covid free". «Ripeto - ha detto Garavaglia - se andiamo avanti al meglio con la campagna vaccinale ne usciremo alla grande, già vediamo la fine. Ecco perchè non vedo per l'estate delle zone Covid free e delle altre no. Tutta Italia sarà un' "isola" dove poter trascorrere le vacanze». Un'ipotesi molto rosea che attualmente sembra essere in contrasto con la linea che stanno seguendo alcuni Paesi, come la Grecia che punta a rendere le isole Covid free. Guardando all'estero c'è poi la questione del Regno Unito, con Boris Johnson che ha previsto multe per chi trascorre vacanze all'estero con ripercussioni negative sul turismo italiano.

Ha commentato Garavaglia: «Ognuno a casa sua fa ciò che vuole. Loro in particolare sono molto avanti con la campagna vaccinale per cui vogliono difendere a tutti i costi la sicurezza sanitaria. Io credo che bisogna marciare tutti a pari passo e verso una meta comune per ripartire insieme e più forte».

Cambiare strategia, soprattutto nelle città d'arte
Una ripartenza che, però, non può fondarsi su quello che si stava costruendo prima della pandemia perchè il mondo è cambiato e perchè i nervi scoperti prima nascosti sotto al tappeto sono venuti a galla, con gli interessi. Tra i nodi da risolvere c'è il turismo nelle città d'arte la cui situazione stava sfuggendo di mano tra turismo mordi e fuggi e turismo di massa.

«Con i sindaci delle principali città (che hanno steso un decalogo per rinascere ndr.) - ha detto Garavaglia - affronteremo punto per punto ogni tipo di proposta. Nel Decreto Sostegni abbiamo stanziato 200 milioni di euro per riqualificare i centri storici. Sappiamo che il turismo deve ripartire anche dalla cultura e che le città d'arte traggono troppo poco dal turismo mordi e fuggi, che lascia poco sul territorio».

A proposito di soldi Garavaglia ha ricordato anche i 500 milioni stanziati dal Mef, i 2 miliardi previsti dal Decreto Sostegni e i 700 milioni di euro destinati alla montagna, un modo per sostenere e per chiedere "scusa" agli operatori del settore che non hanno potuto aprire la stagione invernale e che sono stati bloccati proprio mentre stavano per riaprire. italiaatavola 
Federico Biffignandi
 Federico Biffignandi

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