venerdì 26 novembre 2021

Il Gusto della sfida, il prosecco Carpenè-Malvolti affronta la cucina dei fratelli Stocco

 

Il Gusto della sfida, 

il prosecco Carpenè-Malvolti 

affronta la cucina 

dei fratelli Stocco

Da sinistra, Alberto Stocco, Marco Stocco
(ai fornelli) e Domenico Scimone
In occasione dell'appuntamento organizzato da Istituto Grandi Marchi in 18 ristoranti in 12 regioni, al Ca' Del Poggio di San Pietro in Felletto (Tv) la sfida è stata vinta da un risotto che racconta il territorio

di Mariella Morosi

Il giorno de "Il Gusto nella sfida-Night" è arrivato: dopo il divertente challenge dei mesi scorsi tra i 18 vignaioli dell'Istituto Grandi Marchi e altrettanti chef di 12 regioni italiane che sui canali social aveva collezionato tre milioni di contatti, il 18 novembre e in contemporanea ognuno degli chef coinvolti nella sfida ha ospitato nel proprio ristorante la cantina gemellata per una serata all'insegna dell'enogastronomia.


Da sinistra, Alberto Stocco, Marco Stocco (ai fornelli) e Domenico Scimone

 

Pietro Mastroberardino: «Ristorazione settore sempre vivo»

Ed è stata festa grande, finalmente "in presenza", come ormai siamo abituati a definire un incontro vero, reale. I 18 appuntamenti hanno voluto celebrare la consolidata liaison tra grandi produttori vitivinicoli e gli interpreti dell’alta cucina. L'aveva detto a Roma, a Palazzo Rospigliosi, il presidente dell'Istituto Grandi Marchi, Piero Mastroberardino annunciando questo format che aveva lo scopo di sostenere la ristorazione dopo il difficile periodo della pandemia. «È un settore - aveva detto - che ha sofferto molto ma con cui abbiamo tenuto un rapporto sempre vivo, seppure a distanza sul web, anche grazie a "Il Gusto nella Sfida"».


 

La sfida al ristorante Ca' Del Poggio

Così ognuno dei 18 chef coinvolti nel challenge ha ospitato nel proprio ristorante la cantina gemellata. Il vino non è stato celebrato solo come abbinamento ma come ingrediente di un piatto del menu ideato per l'occasione di questa cena speciale. Noi abbiamo partecipato a quella svoltasi nel ristorante Ca' Del Poggio di San Pietro in Feletto, lungo la Strada del Prosecco, seguendo l'amichevole sfida tra il direttore generale della Carpene`-Malvolti di Conegliano, Domenico Scimone, e i fratelli chef titolari di Ca'del Poggio, Marco e Alberto Stocco,  nella preparazione del Risotto con sposalizio di scampi e asparagi bianchi, sfumati a un brioso Prosecco Superiore Docg ed abbinato al "1924 Prosecco" preparato e mantecato in diretta dagli sfidanti. Anche il resto del menu è stato abbinato alle selezioni spumantistiche della Carpene`-Malvolti, come il “1868 Cartizze” e quelle inserite piu` recentemente come il 1868 Prosecco Extra- Brut e il Prosecco Doc Rose`. 

Il sindaco di Conegliano Fabio Chies è stato invitato al giudizio ma salomonicamente ha giudicato gli sfidanti del tutto alla pari. Doveva esserci comunque un vincitore e allora, con giudizio insindacabile e condiviso dei protagonisti e della sala tutta, la palma alla fine se l'è aggiudicata il territorio

Domenico Scimone (Carpenè-Malvolti): «Cibo e vino binomio inscindibile»

Domenico Scimone, nella insolita veste di cuoco, si è messo in gioco con entusiasmo e spirito di squadra.  «Abbiamo sposato subito il progetto Il Gusto nella Sfida - ha detto - perché riteniamo che possa essere un'ottima ripartenza per rimettere al centro, dopo i difficili mesi del lockdown, la ristorazione di alto livello e i grandi nomi della produzione vitivinicola italiana. Cibo e vino sono da sempre un binomio inscindibile ed e` nell’interesse dei ristoratori e dei loro ospiti creare occasioni di incontro all’insegna dell’eccellenza su entrambi i fronti. Siamo lieti di poter celebrare con questa serata speciale il ritorno alla normalita`, plaudendo a chi si e` impegnato in questi mesi perchè potesse rendersi possibile questo evento conviviale». 

I cuochi Marco e Alberto Stocco: «Per il menu ci siamo ispirati alle eccellenze del territorio»

Anche i fratelli Stocco hanno espresso soddisfazione per l'esperienza. «Ringraziamo la Carpene`-Malvolti per averci coinvolti - hanno detto - e ci sentiamo onorati di essere stati al fianco di una realta` vitivinicola di cosi` grande rilievo per il nostro territorio. La Carpene`-Malvolti ha dato i natali al Prosecco e la nostra realta` si trova a San Pietro di Feletto proprio nel cuore delle colline di Conegliano e Valdobbiadene, Patrimonio Unesco. Questa eccezionale combinazione, unitamente alle note sensoriali delle selezioni spumantistiche della cantina, ci ha fortemente ispirati nella creazione del menu`. Abbiamo scelto in particolare il “1924 Prosecco”, già proposto nella sfida on line, per abbinarlo al Risotto sfumato al Prosecco Superiore Docg». 

La storia di Carpenè-Malvolti che ha segnato la nascita del Prosecco

La Carpenè-Malvolti, storica impresa dell'enologia italiana, giunta alla quinta generazione con Rosanna Carpenè e alla sesta con la piccola Etilia, nasce nel 1868 con Antonio Carpenè, innovatore e precursore di principi fondanti del mondo del vino che volle che spumantizzare e distillare le uve delle colline di Conegliano e Valdobbiadene ispirandosi alle bollicine d'Oltralpe tanto che il suo vino portò per un lungo periodo l'etichetta di "Champagne d'Italia" (vedi foto bottiglia) . Non solo, sulle sue etichette comparve per la prima volta il termine Prosecco, identificandovi il territorio e non solo il vino ottenuto dal vitigno che oggi si chiama Glera. Vogliamo credere che il riconoscimento Unesco premi a posteriori anche la genialità di quest'uomo che tanto si dedicò alla ricerca fino a essere il capostipite dell'enologia italiana, anche fondatore nel 1876 della prima Scuola Enologica d'Italia di Conegliano, che porta il suo nome.

 

 

Il prestigio e i numeri del brand sono cresciuti nel tempo insieme alla costante ricerca della qualità. Un grafico di un volume tratto dal libro La vite ed il vino nella Provincia di Treviso scritto da Angelo Vianello e Antonio Carpenè e pubblicato nel 1874 mostra come nel 1853 in provincia di Treviso esistesse un solo vigneto! La cantina, nel centro storico di Conegliano, è stata ristrutturata nel 2018 per il 150° anniversario dell'azienda rispettando l'antico con un forte impegno di pensiero e progettazione. Foto d'epoca, reperti e bottiglie storiche sono inserite in percorso tra la storia e l'evoluzione tecnologica. Un monumento in bronzo è dedicato alla figira del vignaiolo. Italiaatavola

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