sabato 22 febbraio 2020

Coronavirus, due morti e 55 contagi Chiudono i negozi, 10 paesi isolati

Coronavirus, 

due morti e 55 contagi
Chiudono i negozi, 

10 paesi isolati


Continua a crescere il numero delle persone trovate positive al virus. Ora sono 55 (41 in Lombardia e 12 Veneto), mentre c'è una seconda vittima in Lombardia, una donna il cui caso sarebbe collegato a Codogno. Assoviaggi le cancellazioni ammonterebbero giá a oltre 50mila in poche settimane. Annullati anche viaggi in Italia.

L'Italia si è risvegliata questa mattina con un bollettino dei contagi da Coronavirus che nel corso della giornata è salito progressivamente. Al momento i contagiati sono almeno 55 tra Lombardia (41, fra cui il primo a Milano) e Veneto (12), oltre a un caso sospetto in Umbria e uno a Torino, e c'è anche una seconda vittima, una donna in provincia di Lodi. È stato pure confermato il primo caso in provincia di Cremona. Oggi le scuole in quella città sono chiuse, mentre sono ormai una decina i paesi isolati in provincia di Lodi (50mila persone risultato al momento bloccate nelle loro abitazioni), da dove è partito il primo focolaio. Negozi chiusi e attività sportive sospese in molti Comuni; tante le amministrazioni che hanno invitato i rispettivi concittadini a non uscire di casa e ad evitare di frequentare posti troppo affollati.

Il bollettino dei contagi è in costante aggiornamento - Coronavirus, un morto e 19 contagi Chiudono i negozi, 10 paesi isolati

Dei due veneti risultati positivi ai primi test, uno come detto è deceduto. Quanto ai casi in Lombardia, i primi 6 riguardano un uomo di 38 anni dipendente della Unilever di Lodi, ricoverato in terapia intensiva a Codogno. Le sue condizioni sono leggermente migliorate rispetto a ieri sera, quando si è presentato al Pronto soccorso. L'uomo, nelle settimane scorse, sarebbe andato a cena con un collega tornato dalla Cina, un dipendente della Mae di Fiorenzuola d'Arda, nel Piacentino. L'uomo è risultato negativo al tampone, sebbene avesse una sindrome influenzale quando ha incontrato il 38enne a cena. È positiva anche la moglie del trentottenne. È incinta e in maternità. Suo marito ha partecipato negli ultimi giorni a due gare di corsa. Positiva anche una terza persona, il figlio del titolare di un bar di Codogno che avrebbe fatto sport con il 38enne. Gli altri tre contagiati sono clienti del bar. È ricoverato anche il medico di base che aveva visitato il trentottenne e ora ha la polmonite (ma non si sa se è positivo al coronavirus). Tre lodigiani ricoverati in Lombardia sono stati trovati positivi al test del Coronavirus: si tratta di un 38enne di Codogno, della moglie incinta e di un amico. L’uomo avrebbe contratto il virus una sera a cena, si dice in un locale della provincia lodigiana, mentre si trovava con un altro amico, rientrato da poco dalla Cina, quando ancora - a fine gennaio - i voli con il Paese asiatico erano aperti.

Scuole chiuse e alcuni comuni isolati con controlli a tappeto sono le prime decisioni dei Governatori di Lombardia e Veneto, mentre saranno tutti in isolamento, dopo lo sgombero dell'ospedale, i pazienti ricoverati dove é morto il primo italiano.

Cancellati per la paura del contagio molti viaggi in Europa - Coronavirus, tre casi in Lombardia «Viaggi cancellati anche in Europa»
Cancellati per la paura del contagio molti viaggi in Europa

L'appello delle autorità sanitarie è, ancora una volta, quello di non farsi prendere dalla psicosi. Questa mattina, intanto, Assoviaggi Confesercenti ha reso noto i dati un’indagine svolta nei giorni scorsi tra le agenzie di viaggio italiane. Da quando si è diffuso l’allarme circa 50mila viaggiatori hanno cancellato un viaggio già prenotato, e altre decine di migliaia hanno annullato i preventivi.

L’ondata di cancellazioni ha colpito tutto il settore: quasi il 50% delle agenzie ha subito cancellazioni e ha dovuto rimborsare i viaggiatori. E se per il 48% di queste la spesa per pratiche di rimborso è stata inferiore ai mille euro, per un altro 37% la somma ha oscillato tra i 1.000 e i 5.000 euro, mentre per ben il 15% restante è stata oltre i 5.000 euro.  

Le agenzie segnalano il 20,3% di cancellazioni proprio per la Cina, mentre ben il 32% di annullamenti riguarda il resto dell’Asia (oltre il 52% in totale). Ma c’è anche un 22% delle agenzie che ha dovuto rimborsare pratiche per l’Europa - Italia inclusa - ed un altro 26% altre destinazioni (America, Africa e altre). Effetti anche sull’incoming: il 37% ha rimborsato clienti provenienti dalla Cina, mentre un altro 14% ha risarcito clienti da altri paesi dell’Asia (51% in totale). Alle cancellazioni però si aggiungono i cambiamenti di meta: il 44% delle agenzie ha ricevuto richieste di riprogrammazione della meta, con dispendio di lavoro, risorse e nuova assistenza ai clienti.

«Il sondaggio condotto in questi giorni - afferma Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi - ci consegna, purtroppo, una fotografia preoccupante delle ripercussioni che la fase di picco dell’allarme Coronavirus ha avuto sugli agenti di viaggio. Una delle categorie maggiormente colpite proprio perché è la prima figura professionale al quale si rivolge il viaggiatore che decide di posticipare, modificare o annullare una partenza. Per questo, raccogliendo le istanze delle imprese in questo momento di crisi, chiediamo al Governo mirati e tempestivi provvedimenti per contenere gli effetti negativi sul settore: dagli sgravi contributivi e fiscali - il 46% delle risposte emerse - al posticipo delle scadenze relativamente alle imposte nazionali e locali (il 37%), all’attivazione degli ammortizzatori sociali (il 12%). L'auspicio è che il peggio sia ormai alle spalle, ma è necessario mantenere un'informazione corretta ed adeguata che dia sempre la giusta misura della vicenda all’opinione pubblica, senza destabilizzarla ingiustificatamente».

Tuttavia, anche il futuro resta per ora un’incognita: l’87% delle agenzie di viaggi dichiarano infatti rallentamenti nell’andamento delle prenotazioni rispetto allo scorso anno, e quasi il 72% delle agenzie ha già ricevuto disdette rispetto a preventivi già elaborati.

Nel frattempo oggi Federturismo Confindustria e Confindustria Alberghi hanno sottoscritto insieme a Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e UilTucs-Uil un Avviso Comune in merito all’impatto del coronavirus sul settore del turismo. Il settore turistico rappresenta una parte fondamentale del tessuto economico del Paese, incidendo per il 13% sul Pil e per il 14,7% sull’occupazione totale, pertanto, il rischio di una importante contrazione della domanda turistica impone l’attuazione di un monitoraggio costante. In considerazione di ciò le parti firmatarie chiedono al Governo la convocazione di un tavolo o di un incontro congiunto per condividere i problemi del settore e ind ividuare rapidamente misure specifiche a sostegno delle imprese e dei lavoratori.
Italiaatavola
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