sabato 29 agosto 2020

Vendemmia tra Iseo e il Garda Panont: «Sarà una buona annata»

Vendemmia tra Iseo 

e il Garda. Panont: 

«Sarà una buona annata»


Carlo Alberto Panont

Franciacorta, Valtenesi, Lugana e altre zone sono alle prese con la vendemmia, definita dal direttore del Consorzio Valtenesi «di ripartenza». «Le uve sono sane, abbondanti e aromatiche».

Per capire come sta andando la vendemmia 2020 in alcune realtà del Nord, bisogna spaziare fra i laghi d'Iseo e di Garda, attraversando zone vitivinicole pregiate: Franciacorta, Valtènesi, Lugana e Benaco veronese, bresciano e le colline mantovane. Bianchi, rossi, chiaretti e bollicine non hanno segreti per Carlo Alberto Panont, direttore dei Consorzi vini della Valtènesi e del Garda e socio della Cooperativa Girolamo Conforti che raggruppa 12 imprenditori in sette comuni della Franciacorta. «Uve sane, abbondanti e aromatiche».

Al via la vendemmia nel Nord Italia

Al via la vendemmia nel Nord Italia

«Una vendemmia - dice Panont - di speranza e ripartenza. In Franciacorta è al giro di boa la raccolta delle uve basi delle sempre piu rinomate bollicine. Sarà una buona annata anche se il maltempo proprio di questi giorni rischia di compromettere molti dei raccolti nei comuni di Passirano, Rovato, Cologne e Cazzago. Flagellati molti impianti da pioggia e grandine. Non è, come negli anni scorsi, una vendemmia precoce, le maturazioni si sono iniziate ad avere da metà agosto in poi. Normali i parametri zuccherini».
Così è anche sul Garda per le uve precoci. Per le uve tardive e medio tardive, invece, «la storia della vendemmia ai tempi del covid - ribadisce Panont - è tutta da scrivere. Questo su entrambe le sponde - bresciana e veronese - e lungo i pendii delle colline moreniche mantovane. La raccolta vera inizierà a metà settembre. Presto per fare previsioni, anche se i grappoli sono belli e abbondanti. Gradi zuccherini buoni in generale, non elevati, e questo è un bene».
Capitolo a parte la manodopera. «Rispetto agli anni scorsi è più preparata, meglio vestita. Nelle nostre vigne gli addetti - una cinquantina - sono tutti stranieri - indiani, cingalesi, nordafricani - e tutti attenti alle norme anticovid. In arrivo, dopo un periodo di quarantena, anche donne e uomini dalla Polonia e dalla Romania. Degli italiani, nonostante la crisi - dice senza mezzi termini Panont - neanche l'ombra, neppure una telefonata, come in passato, per capire se serve una mano»
. Italiaatavola
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