domenica 30 aprile 2017

Se passate per Cracovia

Se passate 

per Cracovia


Quando si entra da Albertina è l’intera brigata di cucina a dare il benvenuto


A Cracovia ci si capita per svariati motivi, tutti diversamente interessanti. Io non scorderei di citare tra questi la cucina, forse non così ricca come quella a cui siamo abituati ma con luoghi e prodotti da non sottovalutare. Per esempio, si può godere di un ottimo foie gras: la vicina Ungheria, oltre ad aver avuto da sempre una grande influenza sulla cucina polacca è infatti il secondo produttore al mondo di quella leccornia che qui abbonda a prezzi contenuti. Non può mancare la Vodka Bison Grass: un particolare distillato di segale locale aromatizzato con un'erba che si trova in un parco naturale che è patrimonio dell'Unesco. Essa conferisce alla vodka particolarissime note di vaniglia, asperula, cocco e mandorla.

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Quando si entra da Albertina a Cracovia è l’intera brigata di cucina a dare il benvenuto al di là della parete di vetro.Il menu, incentrato su una linea moderna-contemporanea e attento al territorio, è composto da 4/5 voci per portata con una pagina interamente dedicata a ostriche e caviale. I piatti hanno la possibilità d’essere accompagnati a 3 diversi vini internazionali o locali.

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Si può iniziare con un amouse bouche mediterraneo: il pomodorino ripieno di stracciatella e condito con olio al basilico su una salsa tiepida di peperone leggermente piccante e pane sbriciolato. E subito mi dimentico che fuori sta quasi nevicando nonostante sia appena passata Pasquetta!

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A seguire un antipasto tipico : foie gras parfait, veramente perfetto!
Esecuzione e presentazione lasciano senza parole. La delicata croccantezza del crispy all’ aragosta, su cui spalmare il parfait ( 75% di foie-gras) accompagnato da una marmellata di ciliegia e un gel al Prosecco non lascia scampo alla gola! Un antipasto alternativo e autoctono? Ecco la tartare di trota salmonata del Parco Nazionale. Un prodotto di alta qualità arricchito con pomodorini essicati, daikon, alga spirulina, salsa gialla e rossa di peperoni e tapioca. A ogni boccone si alternano sapidità e dolcezza, crunch e morbidezza.

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Ormai nevica e una zuppa è il comfort-food che non può mancare! Zuppa di sedano arrostito e salsefica (barba di becco) fritta. Corroborante e armoniosamente buona.
Due piatti di carne e tradizione: filetto d’anatra marinato alla wodka bison grass e arrostito. Dalla cottura perfetta, sul suo fondo di cottura, servito con la tipica gelatina alle mele, patate novelle e crauti rossi. Guancette di vitello con salsa al cacao, porcini secchi, farina di grano saraceno arrostita, rape rosse su una crema di piselli...indimenticabili. Un piatto che mi ha ricordato una specialità messicana che non dimenticherò mai: il mole poblano.

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I dolci? A profusione! Halva, tipico ebraico: una quenelle di gelato al mascarpone e buccia di limone con gelatina al passion fruit. Mela verde compressa, la freschezza: gelato al tè verde con lime e granita fredda di cetriolo su carpaccio di mela.  Doppia mousse : al caffe di malto e bison-grass su salsa al caramello salato e crispy di vodka polacca, in una divertente alternanza tra gusti decisi e delicati.


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Si spendono, bevande escluse, sui 40 euro    E scrivendo mi viene già voglia di tornare...

FullSizeRender-1.jpg Emanuela Sanavio VINOECIBO

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