martedì 26 agosto 2025

Brescia: arriva il mais nano

 

Rivoluzione nei campi: 

a Brescia arriva 

il mais nano che resiste 

a grandine e siccità

Nel Bresciano è iniziata la raccolta dello smart corn, mais nano frutto di incroci tradizionali che promette più resa, meno consumo d’acqua e maggiore resistenza al clima. Una novità che unisce produttività e sostenibilità

    

Senza usare termini roboanti, è comunque una "mini-rivoluzione" nella catena agricola-alimentare e una risposta concreta ai cambiamenti climatici. Nei campi del Bresciano - annuncia Confagricoltura- è iniziata la mietitura e trinciatura dello smart corn (mais nano).

Rivoluzione nei campi: a Brescia arriva il mais nano che resiste a grandine e siccità

Lo smart corn (foto News Agricoltura)

Mais nano, cos'è

È una delle prime volte che avviene nel nostro Paese. La novità  è che dovrebbe  garantire più produzione e sostenibilità. Su duemila ettari seminati in alcune aree fra i comuni di Montichiari-Orzinuovi e Comezzano quest'anno viene raccolto un prodotto  modificato con la genetica tradizionale in modo naturale, per farlo restare più basso e resistente. Si tratta di piantine ibride di taglia ridotta (30%in meno rispetto alle tradizionali) che  dovrebbero garantire una più efficiente intercettazione della luce e una maggiore densità di semina (fino a 130-160 mila  piante per ettaro) meno bisogno di acqua  e una miglior qualità del trinciato, con più amido e una fibra maggiormente digeribile per l'alimentazione animale.  Inoltre, lo ''smart corn'' registra un posizionamento  stabile  e resistente, rendendo la coltivazione  con resa più alta , sostenibile e  resilienti al clima.

«Si tratta di un mais modificato con la genetica tradizionale in modo naturale - ha dichiarato Giovanni Garbelli, presidente di Confagricoltura Brescia e vice lombardo - per farlo restare basso e resistente agli eventi climatici estremi, come grandinate , vento e bombe d'acqua. Per avere questi risultati abbiamo impiegato decina di anni, con le  le ditte sementiere che hanno fatto investimenti importanti per ottenere i nuovi incroci e rispondere così alle esigenze del nostro territorio e  della zootecnia che richiede pastoni trinciati e tanto amido di elevate qualità.Questo prodotto è la prima vera e reale risposta agli improvvisi e, spesso, devastanti cambiamenti climatici. È una varietà che è stata creata dopo lunghi periodi  di ricerca: se in Italia si potessero usare le tecniche Nbt l'avremmo avuta in pochi mesi. È mais tradizionale ottenuto con metodi tradizionali.» Intanto,  la stagione cerealicola dopo il periodo negativo  del 2024  per le troppe piogge,rimarca Garbelli, «si annuncia molto  buona, con prospettive nella media».

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