venerdì 22 agosto 2025

Valtellina, l'estate folle dei funghi: porcini ovunque ma..

 

Valtellina, l'estate 

folle dei funghi: 

porcini ovunque, ma... risse e morti nei boschi

In Valtellina la raccolta dei funghi è ai massimi livelli dopo l'annata scarsa del 2024: porcini e altre specie si trovano in quantità record e i boschi vengono presi d'assalto da cercatori provenienti da tutta la Lombardia. Aumentano però, notevolmente, le risse, gli incidenti e i decessi legati alla ricerca (se ne contano 5 solo negli ultimi giorni), e serve parecchia attenzione ai funghi velenosi

Valtellina, l'estate folle dei funghi: porcini ovunque, ma risse e morti nei boschi

C'è chi si alza all'alba, chi si spinge nei boschi più ripidi e chi affronta la notte con le torce per arrivare prima degli altri. L'estate dei funghi in Valtellina è diventata una corsa senza tregua, con i porcini che spuntano in quantità mai viste da anni e migliaia di cercatori che arrivano da tutta la Lombardia. Una stagione che promette di essere da record, ma che sta già lasciando sul campo feriti, tensioni e persino vittime.

Funghi in abbondanza, boschi affollati: risse e incidenti in Valtellina

Basta un episodio per raccontare l'atmosfera che si respira tra i boschi. Un turista di 64 anni, all'Aprica, aveva appena raccolto un porcino e ne aveva visto un altro poco distante. Si stava chinando quando una persona lo ha raggiunto alle spalle per strapparglielo di mano. Ne è nata una lite violenta. «Avevo appena raccolto un porcino, ne ho visto un altro vicino, mi stavo chinando quando è arrivata una persona da dietro e l'ha preso. Arrabbiato, gli ho domandato cosa stesse facendo e lui mi ha dato prima una testata e poi una bastonata alla testa». 

L'uomo ha chiesto aiuto ai gestori dell'impianto del Palabione; sono stati loro a far scattare i soccorsi. Il volto trasformato in una maschera di sangue, il ricovero in ospedale in codice giallo, la ricerca dell'aggressore da parte dei carabinieri. Le risse tra cercatori non sono una novità, ma quest'anno l'esplosione di presenze ha moltiplicato i rischi. «Ce ne sono moltissimi, persino i bambini riescono a raccoglierli ai lati della strada», racconta Domenico Cioccarelli, presidente di Sita, società industrie turistiche dell'Aprica

Valtellina, l'estate folle dei funghi: porcini ovunque, ma risse e morti nei boschi

Il Castello di Domofole, sul rilievo della Costiera dei Cech a Mello (Valtellina)

Eppure, nonostante la facilità di trovare porcini anche lungo i sentieri più battuti, molti preferiscono addentrarsi tra larici e conifere, gelosi dei propri luoghi segreti. Lì, tra boschi ripidi e impervi, spesso in solitaria, le cadute e gli incidenti non mancano. Nelle ultime settimane si contano già cinque morti: a fine luglio Guido Moratti, 77 anni, e Giovanni Alberti, 52, entrambi deceduti per scivolamento; Emilio Manessi, 67 anni, di Monticelli Brusati, stroncato il 7 agosto da un probabile infarto nei pressi della malga dei laghi Torena, a Teglio, in una giornata di gran caldo; Dante Regazzi, 82 anni, cercatore di funghi bolognese disperso nei boschi dell'Aprica e ritrovato senza vita il 12 agosto dall'equipaggio del Sagf a bordo di un elicottero della Guardia di finanza e Valerio Tarelli, 71 anni, residente a Sorico e con una casa a Isola di Madesimo, precipitato lungo il versante delle Acque Rosse e finito sulla provinciale che collega Isola a Pianazzo. 

Il micologo Duilio Tagliaferri, del Dipartimento Igiene e Prevenzione sanitaria di Ats Montagna, lo ripete con chiarezza al Corriere della Sera: «Funghi killer? Purtroppo spesso sì, ma non perché velenosi, ricordo che Ats mette a disposizione un servizio per il controllo e un numero di pronta reperibilità, bensì per i rischi che a volte si corrono nella ricerca».

Dal fondovalle alle vette: stagione d'oro dei funghi

Il clima ha fatto la sua parte. Il caldo afoso e le precipitazioni abbondanti hanno favorito una crescita massiccia dopo l'annata particolarmente scarsa del 2024. «Anche se c'è stato un breve stop a causa dell'abbassamento delle temperature a fine luglio, quest'anno la stagione è molto buona» conferma Tagliaferri. I più ricercati in Valtellina: porcinomazza di tamburolaricinorussulalattarioboletaceae. Difficile invece trovare gli ovuli. «Anche perché, fino a quando non vengono capitozzati, come si dice in gergo, sono quelli che più facilmente si confondono con i velenosi. I più pericolosi sono l'amanita falloide o il cortinarius rubellus. Ma i casi di intossicazione con danni al fegato e ai reni sono rari e spesso legati alla cattiva conservazione di funghi commestibili o all'accesso di consumo. Insomma, la classica indigestione», sottolinea l'esperto.

Dalle quote più basse, nel fondovalle, fino a 2.300 metri, i boschi di conifere e di larici, le zone dove l'esplosione di funghi è assicurata. «Ne sono cresciuti davvero molti - prosegue Tagliaferri -, ma tanti sono anche i cercatori che arrivano da tutta la Lombardia per battere i boschi della ValgerolaValmasinoValgrosina. Non è necessario correre rischi, ma è chiaro che nelle aree poco battute e non troppo comode c'è meno concorrenza. Con tutti i pericoli del caso. I fungaioli poi sono gelosi dei propri luoghi, dove magari in passato hanno fatto incetta di boleti. Vanno da soli, non svelano il posto, si muovono all'alba, a volte persino di notte con le torce per arrivare prima. Una follia. È assodato che si muore più per la ricerca che per il consumo».

Dove cercare porcini in Valtellina 

e come farlo in sicurezza

I consigli? Sempre gli stessi, spesso inascoltati: «Scarponi, pantaloni lunghi, bastone, cesto in vimini per far cadere le spore, mai in solitaria. E nel dubbio è importante far controllare ai micologi di Ats Montagna, lo sportello è aperto lunedì e giovedì, quanto raccolto». Intanto, i luoghi migliori restano un segreto degli appassionati; eppure, sono famosissimi per i porcini i boschi intorno a Oga, sopra Bormio, mentre verso Morbegno è possibile trovarli sui versanti di Albaredo e Bema, o lungo la Costiera dei Cech.

I funghi più pericolosi in Valtellina

Attenzione, però, ai funghi velenosi. In Valtellina, si possono trovare questi:

  • Amanita phalloides (tignosa verdognola): è la più nota e micidiale. Basta mezza cappella per uccidere un adulto. Si presenta con cappello verdastro, gambo bianco con volva alla base e anello. I sintomi arrivano tardi (8-12 ore), quando la tossina ha già colpito fegato e reni. È la causa principale di avvelenamenti mortali in Italia.
  • Amanita verna e Amanita virosa: cugine della phalloides, anch'esse letali. Hanno cappello bianco candido, molto insidioso perché confondibile con i prataioli commestibili. Differenza fondamentale: la base del gambo ha la volva, i prataioli no.
  • Cortinarius orellanus (cortinario orellano): molto pericoloso perché i sintomi compaiono anche dopo 7-15 giorni. Colpisce i reni portando a insufficienza renale irreversibile. Ha colori bruno-aranciati e si trova nei boschi di faggi e conifere.

  • Galerina marginata (galerina marginata): piccolo fungo bruno che cresce su legno marcescente. Contiene amatossine, le stesse della phalloides. Velenosissimo e facilmente confondibile con chiodini o altre specie commestibili.
  • Amanita muscaria (ovulo malefico): il classico “fungo delle favole”, rosso con puntini bianchi. Non è in genere letale, ma è neurotossico: provoca allucinazioni, disturbi gastrointestinali, tremori, sudorazione. Può diventare molto pericoloso per bambini o anziani.
  • Entoloma sinuatum (entoloma livido): chiamato anche clitocybe livida, causa gravi gastroenteriti. Colore grigio-giallastro, odore farinoso, cresce nei boschi di latifoglie. Spesso confuso con i commestibili tricholoma.
  • Omphalotus olearius (fungo dell'olivo o falso chiodino): cresce ai piedi degli ulivi o su ceppi marci, somiglia ai chiodini. È tossico: provoca forti vomiti e diarrea. Non è mortale, ma molto pericoloso.

I consigli pratici per raccogliere i funghi

Come già accennato, ecco alcuni consigli pratici da seguire quando si raccolgono dei funghi:

  • Mai fidarsi solo dell'aspetto: alcuni funghi velenosi sono quasi identici ai commestibili.
  • Rivolgersi sempre agli Ispettorati micologici delle Asl (in Valtellina attivi a Sondrio, Morbegno, Chiavenna, Tirano): il controllo è gratuito.
  • Non assaggiare mai crudi i funghi raccolti: alcune tossine non hanno sapore e non vengono distrutte dalla cottura.
  • Diffidare dei “rimedi popolari” (ad esempio il cucchiaio d'argento che annerisce o l'aglio che cambia colore): sono falsi miti.
  • In caso di sospetta intossicazionechiamare subito il 118 e conservare eventuali resti del pasto o del fungo per l'analisi.

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