sabato 23 agosto 2025

Col Vetoraz, la culla del Cartizze

 Col Vetoraz, 

la culla 

del Cartizze 





Benvenuti a Santo Stefano di Valdobbiadene, un angolo di paradiso, patrimonio dell'Unesco e "caput mundi" dei Prosecco DOCG Grand Cru, per una giornata tra natura, storia e vigneti.



di Giuseppe Casagrande


Benvenuti a Santo Stefano di Valdobbiadene, un angolo di paradiso della Marca Trevigiana "gioiosa et amorosa" incastonato tra la laguna di Venezia e le Dolomiti, località famosa per la sua storica vocazione vitivinicola ed in particolare per il Cartizze, il Grand Cru del Prosecco, un'eccellenza che il mondo ci invidia. Un patrimonio che rientra tra i siti dell'Unesco da tutelare non solo per il paesaggio rurale, ma anche per la sua storia, per la cultura e per l'amore dei viticoltori che su queste colline, nel corso dei secoli, hanno creato uno scenario unico, di incomparabile bellezza. 

Quei preziosi ettari di vigneto (107) distribuiti tra 140 proprietari terrieri

Benvenuti a Col Vetoraz, la collina 
che sulle pendici del Monte Cesen domina l'intero comprensorio vitivinicolo della storica denominazione Conegliano Valdobbiadene Docg. Benvenuti nella "caput mundi" del Cartizze, l'area ristretta di soli 107 ettari dove si produce quell'opera d'arte che è il Prosecco Superiore di Cartizze Docg. Una selezione di minuscole parcelle di vigneto, poche  superano il chilometro quadrato, distribuite su 140 proprietari terrieri. Una rarità se rapportata agli 8.611 ettari vitati dell'intera denominazione. Vigneti preziosi il cui valore supera anche il milione di euro per ettaro.

Un suggestivo itinerario tra chiesette, tesori d'arte e panorami mozzafiato

Bene, in queste giornate prevendemmiali, è qui la festa, sul cocuzzolo di Col Vetoraz, meta di un affascinante itinerario percorribile in una sola giornata. Un cammino che conduce negli angoli di questo paradiso enoico, racchiusi tra terra e cielo, immersi in panorami mozzafiato, punteggiati da piccoli e grandi tesori d’arte, ideali per un trekking o un’escursione in bike.
Si inizia dall’itinerario delle chiesette, un suggestivo percorso che mette in connessione natura e
storia locale. Si raggiunge l’Eremo di Sant'Alberto Carmelitano in località San Pietro di Barbozza, che da oltre cinque secoli domina e protegge i vigneti di Valdobbiadene. È una meta annuale che le genti della vallata raggiungono in occasione della festa del Santo, per scongiurare la siccità con la benedizione dell'acqua. 
Si prosegue poi per la chiesetta di San Gregorio, una delle più antiche del circondario, dedicata al grande riformatore della Chiesa e patrono di Valdobbiadene. Antico convento cappuccino di composta bellezza e unica struttura seicentesca rimasta sul territorio, la chiesa viene utilizzata spesso per grandi celebrazioni grazie alla sua straordinaria acustica.


La suggestiva e spettacolare terrazza tra i vigneti e le colline del Cartizze

Ad un tiro di schioppo, a Santo Stefano di Valdobbiadene, vi è la sede di Col Vetoraz, facilmente raggiungibile. Qui ci si può concedere una sosta. Meritata e - aggiungiamo noi - imperdibile. Siamo a 400 metri di altezza, circondati dalle celebri colline del Cartizze. In questo incantevole contesto si può accedere alla Sala Accoglienza, dove uno staff giovane, multilingue e adeguatamente formato all’hospitality, accoglie i visitatori coinvolgendoli in esperienze degustative e sensoriali personalizzate, a seconda della specifica richiesta, che si completano con l’emozione di affacciarsi sull’ampia e suggestiva terrazza panoramica, dove si può ammirare la distesa dei vigneti digradanti fino a valle.

Le bollicine abbinate a sopressa, salumi, formaggi, sottoli e confetture

Per tutti gli ospiti sono disponibili i "percorsi degustativi" pensati per offrire un adeguato approfondimento sulla storia, sui metodi di produzione e sulle diverse espressioni dello stile Col Vetoraz. Sei in tutto le proposte, ognuna delle quali è un invito a conoscere da vicino l’identità̀ Col Vetoraz, per coloro che cercano autenticità̀, armonia e il piacere di un calice che sa emozionare.
Dalle degustazioni di solo vino con 5, 7 o 9 referenze, per scoprire l’anima di questi spumanti e
trovare quella più adatta al proprio gusto, si spazia fino agli abbinamenti con i sapori del territorio.
Si parte dalla sopressa veneta unita ad una selezione di sottoli. Un equilibrio perfetto tra gusto
e genuinità, per scoprire come le bollicine del Valdobbiadene Docg possano esaltare i sapori intensi dei salumi locali. 
Si prosegue poi con una selezione di formaggi e confetture, protagonisti il Valdobbiadene Extra But Cuvée 5 e il "Luna di Miele", una dolce fusione tra la bontà del latte di capra e l’essenza dei fiori di campo, accompagnato da confettura di giuggiole dal sapore leggermente acidulo. 

Raffinatezza ed eleganza con il Caviar Giaveri, lo yogurt di malga e il miele

Si prosegue con il Valdobbiadene Docg Extra Dry Cuvée 13 abbinato allo "Sghera" di Ponte
Vecchio, tipico formaggio di malga con confettura di pesche e con il Valdobbiadene Docg
Millesimato Dry Coste di Mezzodì abbinato al “Conciato al Pepe", formaggio dal grande carattere
affinato in botti di rovere con un mix di pepe, servito con il miele Millefiori di produzione locale.
Raffinatezza, eleganza ed eccellenza descrivono bene l’ultima proposta, che vede due spumanti
simbolo della produzione di Col Vetoraz, il Valdobbiadene Docg Extra Brut Cuvée 5 e il Valdobbiadene Docg Superiore di Cartizze abbinati a una selezione esclusiva di blinis con
caviale della rinomata azienda Caviar Giaveri e yogurt bianco di malga. Un’esperienza che esalta il
contrasto tra la sapidità e la cremosità del caviale e la finezza aromatica delle bollicine, in un gioco
armonico di consistenze e profumi.
I percorsi con abbinamento di prodotti territoriali hanno la durata di circa un'ora. Tutte le proposte sono disponibili in italiano e in inglese, solo su prenotazione o acquistabili online:
https://www.colvetoraz.it/percorsi-degustativi. Per informazioni: accoglienza@colvetoraz.it
Il personale della sala degustazione è inoltre disponibile per suggerire le migliori strutture ricettive
della zona per pranzare/cenare e per dormire.

Valdobbiadene e l'antica Meridiana dell'abate Giovanni Follador

La giornata prosegue rimettendosi in marcia e l’occasione è favorevole per andare alla scoperta delle antiche Meridiane di Valdobbiadene. Elementi decorativi di case private e chiese, qui ne sono
censite oltre 30. Questi antichi strumenti di misurazione del tempo e della vita sono fortemente legati
alla tradizione contadina locale, segnano infatti le ore del giorno ma anche le stagioni dell’anno
scandendo le varie fasi di lavoro nei campi. Vere e proprie opere d’arte, di matematica e di
astronomia, sono spesso arricchite da figurazioni simboliche e da motti che ricordano la saggezza
antica. Il più conosciuto tra gli orologi solari di Valdobbiadene è la meridiana realizzata nel 1862
dall’abate Giovanni Follador sulla facciata sud del campanile del duomo. Il grande quadrante
riporta il motto “Il tempo e la vita non si fermano” è incorniciato da raffigurazioni dei segni zodiacali.

Col Vetoraz, il gioiello di Francesco Miotto, Loris Dall'Acqua e Paolo De Bortoli


Situata nel cuore della Docg Valdobbiadene, la cantina Col Vetoraz si trova a 400 metri di altitudine, nel punto più alto dell’omonimo colle, patria delle rinomate colline del Cartizze. È proprio qui che la famiglia Miotto si è insediata nel 1838, sviluppando fin dall’inizio la coltivazione della vite. Nel 1993 Francesco Miotto, discendente di questa famiglia, assieme all’agronomo Paolo De Bortoli e all’enologo Loris Dall’Acqua hanno dato vita all’attuale Col Vetoraz, una piccola azienda vitivinicola che ha saputo innovarsi e crescere e raggiungere in soli 25 anni il vertice della produzione di
Valdobbiadene Docg sia in termini quantitativi che qualitativi, con oltre 2.300.000 chili di uva Docg vinificata l’anno da cui viene selezionata la produzione di 1.250.000 di bottiglie. 
Oggi, raggiunti i 30 anni, la sfida è quella di riuscire a mantenere nel tempo questa importante posizione conquistata. Grande rispetto per la tradizione, amore profondo per il territorio, estrema cura dei vigneti e una scrupolosa metodologia della filiera produttiva e della produzione delle grandi
cuvée, hanno consentito negli anni di ottenere vini di eccellenza e risultati lusinghieri ai più prestigiosi concorsi enologici nazionali ed internazionali.

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