sabato 22 marzo 2025

Kfc e il pollo fritto che divora l'Italia

 

Kfc e il pollo fritto che divora l'Italia: abbiamo svenduto la nostra cucina?

La catena statunitense cresce in Italia, segno di un Paese che sceglie sempre più fast food. Veloce, economico e standardizzato, sembra conquistare i giovani mentre i ristoranti chiudono. Difendiamo la cucina italiana a parole, ma nei fatti la stiamo abbandonando, accettando un cibo comodo, industriale e lontano dalla nostra identità

di Nicholas Reitano
Redattore

Kfc e il pollo fritto che divora l'Italia: abbiamo svenduto la nostra cucina?

Kentucky Fried Chicken, o semplicemente Kfc per i "più colti", vuole raddoppiare il fatturato in Italiasuperando i 330 milioni di euro entro tre anniCentinaia di nuovi ristorantidecine di milioni da investireun piano che racconta molto più di una semplice strategia aziendalePerché sìè la fotografia di un Paese che si lascia sedurre dal cibo veloce e standardizzatosenza badare troppo a tutto ciò che, a parole, difende con orgoglio.

m del fast food in Italia

Se c'è un Paese nel mondo che ha fatto del buon cibo un vanto quasi identitarioquello è l'ItaliaEppureaccanto ai ristoranti che annaspanoproliferano le catene di fast food americaneche trovano terreno fertile nelle città e persino nei centri più piccoli (sono ormai più di mille i locali in Italia). McDonald'sKfc, appunto, Burger KingFive Guys e, a breve, anche Popeyesè un assedio che cresce a vista d'occhiomentre noi continuiamo a ripeterci e a ricordare che “la dieta mediterranea è la migliore del mondo”.

Kfc e il pollo fritto che divora l'Italia: abbiamo svenduto la nostra cucina?

I fast food trovano terreno fertile nelle città italiane

Il fatto, però, è che i dati mostrano un'altra realtàConsumiamo sempre più pasti in catenacercando velocità e convenienza. E così, il fast food non è più soltanto una moda importatama un nuovo modo di mangiare che piace a una fascia enorme di italianispecialmente i più giovani (ricordiamo che quasi il 28% delle persone tra i 18 e i 34 anni mangia junk food almeno una volta a settimana). Bastano pochi euro, un vassoio in mano e un pasto pronto in tre minuti: un modello che intercetta la fretta delle nostre giornate e la voglia di non pensare troppo al contenuto di ciò che mettiamo sotto i denti.


Cosa perdiamo con la comodità del fast food

Intendiamocinon serve demonizzare il pollo fritto o il panino iper-confezionatoIl punto è capire quanto ci stiamo allontanando da quelle radici culinarie che vantiamo in ogni brochure turistica. Siamo talmente presi dalla comodità da trascurare intere tradizioni regionali fatte di piatti semplici, ingredienti genuini e un rapporto quasi sacrale con la tavola. Proviamo, quindi, per un attimoa guardare oltre la patina luccicante del marketingl'esplosione del fast food porta con sé un modello produttivo e di consumo che non è solo questione di grassi e calorie. Significa filiere lunghecarni spesso allevate in modo intensivoquintali di packaging da smaltire e un messaggio di cibo-merce, pronto all'uso, da consumare e dimenticare in fretta.

Kfc e il pollo fritto che divora l'Italia: abbiamo svenduto la nostra cucina?

L'Italia si sta allontanando da quelle radici culinarie che vanta in ogni brochure turistica

E mentre i giganti del pollo fritto annunciano cifre da capogiro, i ristoranti tradizionali faticano, le botteghe chiudono, e noi perdiamo un pezzo dopo l'altro della nostra identità gastronomica. Paradossalmente, oggi ci preoccupiamo delle farine di insettima per molti non è un problema ingurgitare patatine e beveroni iperzuccherati a ripetizioneViviamo una strana schizofreniadifendiamo la cucina italiana a parolema poi abbracciamo con entusiasmo tutto ciò che arriva dall'esternosoprattutto se velocecomodo e strapubblicizzato.

Il fast food e le conseguenze sulla salute

Senza dimenticare, poi, che una dieta povera di nutrienti e troppo ricca di grassisale e zuccheri può compromettere il benessere generalecon conseguenze negative soprattutto per l'equilibrio della flora intestinaleParola di Luigi Coppola, docente di Nutrizione clinica e dietetica applicata all'Università del Sannio: «È ormai un'evidenza scientifica che il trait d'union tra la predisposizione a sviluppare determinate malattie e la manifestazione clinica delle stesse sia spesso rappresentato dal microbiota intestinale». In poche parole, una cattiva alimentazioneunitamente a stress e tossine emotivepuò trasformare il microbiota in un nemico piuttosto che in un alleato della salute, esponendoci al rischio di patologie.

Kfc e il pollo fritto che divora l'Italia: abbiamo svenduto la nostra cucina?

Una dieta povera di nutrienti e troppo ricca di grassi, sale e zuccheri può compromettere il benessere generale

Insomma, forse è arrivato il momento di chiederci se vogliamo davvero diventare l'ennesimo capitolo della “fast food nation”. Non si tratta di nostalgia fine a se stessa: è una questione di sceltaVogliamo ancora riconoscerci in piatti e sapori che hanno contribuito a formare la nostra culturao preferiamo seguire l'onda del cibo globale, uguale a sé stesso in ogni angolo del pianeta? Per oraKfc e soci paiono avere la meglio, e il rischio è che, tra un boccone e l'altro, ci dimentichiamo del perché amavamo definirci la terra del buon cibo.

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