sabato 29 marzo 2025

Turismo, scende la fiducia degli operatori

 

Turismo, scende la fiducia 

degli operatori: pesa 

l'incertezza economica

A marzo gli operatori del turismo si dicono meno fiduciosi sull'andamento della propria attività: preoccupano la domanda interna debole e l'incertezza economica, che frenano prenotazioni e investimenti [...]


Anche il turismo inizia a perdere fiducia. A marzogli imprenditori del settore hanno espresso una crescente preoccupazione per l'andamento dell'economia e per le prospettive della propria attività. È un segnale importante, perché parliamo di uno dei comparti che negli ultimi anni aveva mostrato più vitalità, sostenuto soprattutto dalla domanda estera. A lanciare l'allarme è l'Ufficio studi di Confcommercio, che commenta così i dati Istat, confermando un deterioramento marcato del clima di fiducia, non solo tra le imprese del turismo, ma anche tra le famiglie e in diversi altri comparti.

Turismo scende la fiducia degli operatori: pesa l'incertezza economica

Turismo, marzo segna un brusco stop: la fiducia degli operatori va giù

Il punto centrale è proprio questodopo due mesi in cui sembrava esserci una lieve ripresa di ottimismomarzo ha segnato un netto passo indietroLe famiglie hanno ricominciato a valutare negativamente sia la propria condizione attuale sia le prospettive future. In particolare, l'indice che misura il clima di fiducia per i mesi a venire è crollato di quasi sei punti percentuali. Un dato che evidenzia come cresca la percezione di insicurezza e instabilità economica, e come si allontani l'idea di una ripresa strutturale.

Tutto questo ha ricadute evidenti sui consumiSe le persone si sentono meno sicure del proprio reddito o del futuro economicotendono a rimandare le spesespecialmente quelle legate al tempo liberoai viaggi e alla ristorazione. Ed è qui che il turismo inizia a risentirne, soprattutto in relazione alla domanda interna. L'effetto a catena coinvolge poi tutto il sistema: consumi stagnanti, redditi che non crescono, imprese in difficoltà.

A rendere ancora più chiaro il quadro ci pensa Confcommercio, che nel commentare i dati Istat sottolinea come il problema non sia legato a fattori esterni contingenti, come i dazi o le tensioni geopolitiche: «A suscitare qualche timore è anche il peggioramento della fiducia degli operatori del turismo, settore che negli ultimi anni, anche sulla spinta di una crescita della domanda estera, è stato uno dei più dinamici» si legge nella nota dell'Ufficio studi. E ancora: «A definire un quadro psicologico negativo c'è l'evidenza che la dimensione mediatica attorno alla questione dei dazi non ha influitoLe imprese della manifattura esportatrice non dichiarano incrementi negli ostacoli alle esportazioni. Quindi, le cause della sfiducia sono più profonde e radicate».

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