mercoledì 26 novembre 2025

Cage free: tutto sugli allevamenti etici

 

Cage free: l’emendamento trasversale 

in legge di bilancio che punta tutto 

sugli allevamenti etici

Dal Parlamento arriva l’indicazione di investire in modelli zootecnici più sostenibili e rispettosi del benessere animale. Una misura condivisa da varie forze politiche e ora al vaglio dei Ministri Lollobrigida e Schillaci

di Selena Vacca
Esperta di legislazione agroalimentare
    

Tra gli emendamenti segnalati alla manovra 2026, ce n’è uno che spicca non solo per il contenuto, ma anche per la variegata appartenenza politica dei sottoscrittori. La senatrice Spinelli, di Fratelli d'Italia, seguita da Patuanelli (M5S), Cucchi (AVS), Malpezzi (PD), Potenti (Lega), Unterberger (Autonomie) e Biancofiore (UDC-MAIE) hanno presentato, con il vessillo della preferenza, una proposta di modifica che punta alla promozione della transizione verso sistemi di allevamento senza gabbie, attraverso lo stanziamento di risorse dedicate. Una misura che intercetta una tematica decisamente emergente nel dibattito internazionale e che regala un’istantanea, sempre più sensibile e policroma, del concetto di filiera di qualità.

Cage free: l’emendamento trasversale in legge di bilancio che punta tutto sugli allevamenti etici

In parlamento presentato un emendamento trasversale per la transizione “cage-free”

Un fondo dedicato alla conversione degli allevamenti

Il testo prevede l’istituzione di un fondo ad hoc destinato alla conversione degli allevamenti verso metodi più rispettosi delle esigenze degli animali. L’obiettivo dichiarato è quello di ridurre al minimo le sofferenze lungo tutto il ciclo, incoraggiando pratiche che permettano maggiore libertà di movimento e condizioni di vita più naturali. Le risorse necessarie - 3 milioni di euro per il 2026 e 5 milioni strutturali a partire dal 2027 - serviranno a sostenere gli allevatori che vogliono avviare questo percorso, coprendo una parte dei costi di adeguamento strutturale e gestionale. Sotto il profilo operativo, l’attuazione degli interventi sarà definita con un decreto ministeriale adottato di concerto tra Agricoltura e Salute, con il coinvolgimento delle Regioni. Un modello procedurale che punta ad assicurare un coordinamento istituzionale e un’applicazione omogenea sul territorio nazionale.

Il tema non arriva all’improvviso. Già lo scorso 5 agosto Stefano Patuanelli, già ministro delle politiche agricole, aveva presentato un disegno di legge dedicato alla promozione di forme di allevamento sostenibili senza uso di gabbie. «Un’iniziativa - dichiara il presidente del gruppo M5S in Senato, intercettato dai nostri microfoni - che oggi trova un primo riscontro nel consenso raccolto attorno all’emendamento e che conferma una reattività maggiore verso modelli produttivi attenti ai risvolti etici. Un percorso che, ovviamente, ha bisogno di strumenti adeguati, sostegno mirato e programmazione».

Il contesto europeo e la spinta della campagna “End the Cage Age”

L’azione italiana si inserisce in un più ampio e dinamico dibattito unionale. Al Parlamento europeo, la questione dell’allevamento in gabbia ha assunto centralità tramite l’impulso della campagna civica europea “End the Cage Age”, che ha raccolto oltre 1,4 milioni di firme. Al riguardo, Annamaria Pisapia, direttrice di CIWF Italia, l’organizzazione no profit che si dedica alla protezione degli animali da allevamento e che lavora per promuovere sistemi alimentari virtuosi, spiega : «L’89 % dei cittadini europei e ben il 91% degli italiani è contrario alle gabbie. Le aziende alimentari - anche grandi nomi e insegne - hanno già abbandonato le gabbie o lo stanno facendo. La politica deve mettersi al passo, e deve aiutare gli allevatori a compiere la transizione a sistemi senza gabbia. Il fondo cage free previsto dall’emendamento a prima firma Spinelli - che come coalizione italiana End the Cage Age sosteniamo - rappresenta un primo fondamentale passo nella direzione giusta. Perché il futuro è senza gabbie».

Sul fronte delle associazioni di categoria, Tommaso Battista, presidente di Copagri, rimarca come le realtà del settore siano già attivamente coinvolte: «Sul benessere animale l’attenzione e l’impegno degli allevatori sono al massimo, tanto che non si contano i significativi passi avanti fatti negli ultimi anni; al netto di ciò, ben venga qualunque intervento che vada ad agire ulteriormente su questo tema, purché non comporti nuovi o maggiori oneri a carico del settore. Migliorare il benessere animale significa anche promuovere, di riflesso, la sostenibilità, la competitività e l’innovazione della zootecnia; in questo senso è importante ragionare sulla possibile approvazione di un Fondo per la transizione al sistema cage-free che, se accompagnato da una adeguata copertura finanziaria, permetterebbe all’Italia di fare da apripista in Europa».

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