Dop economy,
20,7 miliardi e un’Italia
a due velocità:
chi vola e chi frena
La Dop economy italiana continua a crescere: nel 2024 raggiunge 20,7 miliardi di euro, con aumento dell’export a 12,3 miliardi e risultati positivi in 14 regioni. Formaggi e oli in forte espansione, vino stabile ma dinamico sui mercati esteri. Aumentano occupazione, competitività e presenza di imprese giovani e innovative. Nord-Est trainante, Sud in recupero, Centro in lieve calo
La Dop economy italiana nel 2024 cresce in modo diffuso: aumentano valore, export, occupazione e peso delle filiere certificate, con performance solide nel Nord-Est e segnali positivi da Sud e Isole per un valore totale di 20,7 miliardi. L’export supera i 12 miliardi, trainato da vino e cibo Dop Igp; i formaggi registrano le migliori dinamiche, mentre il vino mostra sviluppi differenziati tra territori. Si rafforza il ruolo dei giovani imprenditori, cresce la produttività e la Gdo consolida la domanda. Un quadro che conferma un settore strutturalmente in espansione e sempre più centrale nella competitività agroalimentare nazionale.
Un settore in crescita strutturale
Il XXIII Rapporto Ismea-Qualivita conferma l’espansione della Dop economy, che nel 2024 raggiunge 20,7 miliardi di euro di valore alla produzione. Il settore rappresenta ormai il 19% del fatturato agroalimentare nazionale e cresce del 25% dal 2020. Il comparto del cibo Dop Igp arriva a 9,6 miliardi, mentre il vino Dop Igp si stabilizza sugli 11 miliardi.

Export oltre i 12 miliardi: doppio record per vino e cibo
Il 2024 registra un ulteriore aumento dell’export, che raggiunge 12,3 miliardi di euro, pari a +8,2% sul 2023. Per la prima volta il cibo supera 5 miliardi e il vino oltrepassa quota 7 miliardi, confermandosi l’88% dell’export vinicolo italiano. La domanda cresce nei mercati UE (+5,9%) e extra-UE (+10,4%), con gli USA al 22% delle esportazioni totali. Nonostante ciò, il 48% delle filiere segnala effetti dei dazi americani, mentre 61% dei consorzi diversifica i mercati.
Performance dei prodotti: formaggi in testa, dinamiche diversificate nel vino
Tra le produzioni alimentari spiccano Grana Padano Dop (+23,3%) e Parmigiano Reggiano Dop (+10,1%), insieme alla crescita di Gorgonzola Dop, Mozzarella di Bufala Campana Dop, Speck Alto Adige Igp, Bresaola della Valtellina Igp, Pasta di Gragnano Igp e Mela Alto Adige Igp. Nel vino lo scenario è più variegato: Delle Venezie Dop, Puglia Igp e Terre Siciliane Igp crescono, mentre denominazioni come Conegliano Valdobbiadene-Prosecco Dop o Lugana Dop mostrano una contrazione.
Il valore del comparto alimentare certificato raggiunge 9,64 miliardi di euro (+7,7%). Tra le categorie in crescita spiccano oli di oliva (+46,9%), paste alimentari (+11%), aceti balsamici (+7,9%) e ortofrutta (+6%). L’export supera per la prima volta 5 miliardi di euro (+12,7%). Gli operatori sono 86.346, con 597.000 occupati (+2%).
Il vino tra stabilità produttiva e nuovo slancio all’export
Il valore del vino imbottigliato Dop Igp raggiunge 11,04 miliardi di euro, con una produzione stabile e un export che torna in crescita: 7,19 miliardi (+5,2%), pari al 66% in più rispetto al 2014. Gli operatori sono 97.236, per un totale di 331.000 addetti.
La GDO italiana: crescita moderata e discount protagonisti
La GDO registra 6,2 miliardi di euro di vendite Dop Igp (+1,1%) nel 2024. I discount mostrano il ritmo più sostenuto e il Sud segna l’incremento più rilevante. Nel 2025 il trend resta positivo con un +1% nei primi nove mesi, segnale di una domanda stabile nonostante il contesto economico.
Occupazione in aumento e filiere più giovani
Gli operatori attivi nelle filiere certificate sono 183.823, in lieve calo, ma gli occupati salgono a 864.441 (+1,6%). Le imprese Dop Igp risultano guidate da imprenditori più giovani, più formati e più innovativi rispetto alla media agricola nazionale. La produttività risulta inoltre oltre tre volte superiore. I consorzi autorizzati salgono a 328, segno di un sistema sempre più strutturato.
Dop economy 2024: crescita in 14 regioni
e territori sempre più centrali nella filiera certificata
Il 2024 conferma un’evoluzione positiva e diffusa della Dop economy regionale, secondo i dati del XXIII Rapporto Ismea-Qualivita. Quattordici regioni su venti registrano valori più alti rispetto al 2023, mentre a livello provinciale due territori su tre (65%) segnano un incremento del valore delle produzioni certificate. In oltre una provincia su quattro (26%), la crescita raggiunge una variazione a doppia cifra, evidenziando un andamento omogeneo e capillare.
Il Nord traina la Dop economy italiana
Le quattro regioni del Nord-Est si confermano il principale polo economico della Dop economy italiana, con 11,24 miliardi di euro e un incremento del +2,8% su base annua. L’area rappresenta da sola il 54% del valore nazionale Dop Igp. Il Veneto, con 4,94 miliardi di euro, sfiora i 5 miliardi e cresce del +2,2%. Aumentano anche Emilia-Romagna (+3,0%) e Friuli-Venezia Giulia (+8,1%), mentre il Trentino-Alto Adige segna un leggero calo (-0,9%).

Ottima performance complessiva anche nel Nord-Ovest, che raggiunge 4,58 miliardi di euro, pari a un +7,1%. A trainare l’area è soprattutto la Lombardia, che con 2,9 miliardi di euro mette a segno un aumento del +13,1%, proseguendo un percorso di crescita che prosegue da quattro anni consecutivi. Si registra invece un calo in Piemonte (-2,8%), mentre la Liguria (+18,8%) e la Valle d’Aosta (+3,5%) segnano incrementi rilevanti.
Sud e Isole in rialzo, con alcuni segnali di frenata.
Centro Italia: lieve calo complessivo
Il comparto certificato dell’area Sud e Isole raggiunge 3,16 miliardi di euro, segnando un incremento del +3,4% sul 2023. Le dinamiche più positive riguardano Campania (+3,1%), Puglia (+12,2%) e Sicilia (+4,0%), affiancate da risultati favorevoli in Abruzzo (+4,1%) e Calabria (+8,2%). Si registrano invece flessioni in Sardegna (-6,5%) e Molise (-17%), che interrompono la tendenza espansiva. Il Centro Italia conferma un lieve arretramento. Dopo la contrazione del 2023, l’area segna un ulteriore -0,9%, nonostante il lieve recupero della Toscana (+0,5%) e la crescita dell’Umbria (+3,4%). Il dato regionale risulta condizionato dalla performance delle altre realtà del territorio, che non riescono a compensare il quadro complessivo.
Le aree territoriali di maggiore valore
Il quadro complessivo conferma il Veneto (4,94 miliardi di euro) e l’Emilia-Romagna (3,99 miliardi) come prime regioni per valore economico della Dop economy. Seguono Lombardia (2,90 miliardi) e Piemonte (1,56 miliardi), cui si aggiungono Toscana (1,33 miliardi), Friuli-Venezia Giulia (1,30 miliardi) e Trentino-Alto Adige (1,01 miliardi).
Sul fronte provinciale, Treviso guida la classifica con 2,26 miliardi di euro, seguita da Parma (1,61 miliardi), Verona (1,40 miliardi) e Brescia (1,03 miliardi), che supera per la prima volta la soglia del miliardo. Vicina a questo valore si posiziona anche Cuneo (923 milioni di euro). All’interno delle prime dieci province, mostrano una crescita significativa Modena (+8,4%), Udine (+8,2%), Reggio Emilia (+8,0%) e Mantova (+20,9%), che supera Siena, sostanzialmente stabile rispetto al 2023.
Un quadro territoriale sempre più articolato
Il 2024 fotografa una Dop economy che rafforza la propria dimensione territoriale, con una distribuzione del valore sempre più ampia, regioni più competitive e province che consolidano il proprio ruolo all’interno delle filiere certificate. Con 14 regioni in crescita, il settore conferma una tenuta strutturale che si riflette sull’intero comparto agroalimentare italiano, contribuendo a definire nuovi equilibri produttivi e nuove traiettorie di sviluppo.

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