"Porta Palazzo. Storia orale e sensoriale del mercato più grande d’Europa" dello storico Gabriele Proglio è molto più di un saggio: è un viaggio immersivo dentro un luogo-simbolo di Torino, un mosaico di culture, voci, odori e gesti che da oltre un secolo e mezzo scandiscono la vita quotidiana della città.
Proglio sceglie una chiave narrativa originale: non una storia lineare, ma una storia orale, costruita attraverso decine di testimonianze raccolte fra banchi, magazzini, piazze e retroscena del mercato. Ne nasce un racconto polifonico che restituisce alle persone - venditori, acquirenti, migranti, famiglie di torinesi Doc, giovani chef in cerca di ispirazione - il ruolo di veri protagonisti. A unire tutte queste voci è la dimensione sensoriale, perché Porta Palazzo non si capisce senza attraversarla con tutti i sensi: le voci sovrapposte, i profumi che cambiano stagione dopo stagione, il colore discontinuo delle etnie che si incontrano e si mescolano.Il libro illumina il mercato come ecosistema culturale e sociale, non soltanto come luogo di acquisto. E lo fa ricostruendo la nascita del Balon attraverso le memorie degli antiquari, esplorando gli spazi nascosti del Mercato Centrale, e ripercorrendo le diverse ondate migratorie: prima quelle interne dall’Italia rurale, poi quelle internazionali, dall’Africa al Medio Oriente. Per chi si occupa di cibo, ristorazione, città e trasformazioni sociali, questo volume è una lettura preziosa: racconta l’anima di un luogo che continua a essere un termometro del gusto e delle abitudini alimentari, oltre che un indicatore dei nuovi equilibri culturali. E, soprattutto, ti invita - specie se sei torinese - a tornare a Porta Palazzo. Magari di prima mattina, quando la piazza si risveglia e il mercato ricomincia a raccontare, ogni giorno, una storia diversa.

Nessun commento:
Posta un commento