domenica 23 novembre 2025

Il termometro scende, la cucina risponde

 

Il termometro scende, 

la cucina risponde: 

cosa funziona davvero 

contro il freddo

Quando le temperature cambiano, il corpo modifica i suoi equilibri interni e chiede sostegno. Scelte alimentari mirate, spezie attive e idratazione calda possono diventare strumenti concreti per mantenere energia e stabilità



A fine novembre
 i primi freddi veri iniziano a mordere, e con loro arriva quella sensazione di rigidità che ci accompagna dal mattino alla sera. In questo periodo il corpo è costretto ad adattarsiperché le temperature che scendono non riguardano solo ciò che percepiamo all’esternosi abbassa anche la temperatura interna, e il nostro organismo mette in moto una serie di meccanismi per trattenere il calore. È il momento dell’anno in cui capire come mangiamo e cosa beviamo diventa parte del modo in cui ci difendiamo dal clima, un pezzo di quotidianità che spesso diamo per scontato ma che, invece, ha un peso concreto.

Il termometro scende, la cucina risponde: cosa funziona davvero contro il freddo

Alimentazione: la dieta per combattere il freddo e le basse temperature

Cosa succede al nostro corpo quando arriva il freddo

Quando il termometro va giù, infatti, scatta la vasocostrizione cutaneauna sorta di “difesa automatica” con cui il corpo cerca di non disperdere caloreSe però l’esposizione al freddo dura troppola riserva di energia inizia a consumarsi e si arriva al rischio più seriol’ipotermia. La dottoressa Roberta Monzani, responsabile Anestesista del Day Hospital Chirurgico di Humanitas, lo spiega con chiarezza: «Se l’esposizione al freddo è prolungata si ‘erode’ l’energia immagazzinata nel corpo e si rischia l’ipotermiaovvero l’assideramentocon la temperatura del corpo che scende sotto i 35°CI rischi aumentano se un individuo è sudato o bagnatoanche temperature intorno ai 4°C possono essere pericolose». È un richiamo utile, soprattutto in un paese in cui il freddo non sempre viene preso sul serio, quasi fosse un fastidio e non un fattore di rischio reale.

Cibi e spezie che aiutano davvero

Da qui nasce la domanda più semplice e più concretapossiamo aiutarci con ciò che mettiamo nel piatto? Il freddo porta con sé cibi che, per tradizione culturale o abitudini familiari, associamo al calore, ma dietro questi gesti c’è anche una risposta fisiologica. «In questi mesi dal clima più rigido gli alimenti più indicati sono prodotti come l’agnello, le lenticchie, lo zenzero. Quest’ultimo è molto utile perché è vasodilatatore, agisce sul sistema vascolare producendo calore» racconta la dottoressa Monzani. Lo zenzero è uno di quegli ingredienti chepur essendo entrati stabilmente nelle nostre cucine solo da qualche annosi infilano bene in questo discorso: un sapore deciso, una radice versatile e una serie di effetti sul sistema vascolare che si fanno sentire.

Restando nell’universo delle spezie, il pepe merita una parentesi a parte. Non per una questione esotica o gastronomica, ma per la sua capacità di attivare processi che vanno oltre il gusto. «Il pepe contiene un alcaloidela piperina, oltre a oleoresine, oli essenziali, glicosidi e polisaccaridi, che stimola la formazione della saliva e la secrezione dei succhi gastriciPerciò stimola la digestioneoltre ad avere proprietà diuretiche. Ricco di potassio, calcio e fosforo, sembra possedere anche proprietà antisettiche e afrodisiache. È considerato uno stimolante metabolico, utile nel controllo del peso, e determina un grado maggiore di assorbimento dei nutrienti dei cibi; ad esempio, i nutrienti della curcuma, che determinano alcune delle sue proprietà, vengono assimilate in misura maggiore se aggiungiamo un pizzico di pepe. Nelle erboristerie è disponibile in estratto secco e in pomate per uso topico, per lenire dolori articolari cronici». Un quadro ampio, che racconta come una spezia quotidiana possa diventare uno strumento interessante anche per affrontare le giornate più fredde.

Bere caldo, mangiare di stagione

C’è poi la questione delle bevandespesso circondata da convinzioni difficili da scardinareUna di queste è il presunto potere “riscaldante” dell’alcolUna teoria molto radicatasoprattutto nelle zone dove il gelo dura a lungoma che non trova conferma scientifica. «Parliamo di un falso mito - ha precisato la dottoressa. Non ci riferiamo al bicchiere di vino bevuto durante i pasti ma al consumo più che moderato di alcolici e superalcoliciL’alcol è sì vasodilatatore ma il suo effetto è effimeronon agisce in modo corretto sul metabolismo, anzi porta a degli squilibri nel metabolismo degli zuccheri. Infine può causare una eccessiva dispersione di calore». Il paradosso è evidente: quella sensazione iniziale di calore è temporanea e rischia addirittura di farci perdere più calore di quanto ne tratteniamo.

Molto più utileinvecepuntare su tè e tisanesoprattutto quando lo stimolo della sete si affievolisce e rischiamo di bere poco senza accorgerceneBere caldo aiuta a mantenere un buon livello di idratazione e accompagna il corpo nel suo bisogno di equilibrio termico. «Possiamo ovviare preparando tè e tisane. In questo modo ingeriamo liquidi, a una temperatura che favorisce il riscaldamento del corpo e, nel caso delle tisane, se scegliamo gli ingredienti giusti, possiamo anche massimizzare i benefici: l’ideale è, ad esempio, una tisana allo zenzero» ricorda Monzani.

Il termometro scende, la cucina risponde: cosa funziona davvero contro il freddo

Bere caldo aiuta a mantenere un buon livello di idratazione e accompagna il corpo nel suo bisogno di equilibrio termico

Il discorso si allarga poi alla dieta nel suo complessoperché la stagione non influisce soltanto sul nostro modo di vestirci o muovercima anche su ciò che il corpo chiede davveroL’organismo, quando fa freddo, ha bisogno di essere assecondato con alimenti che rispettino il ritmo naturale della stagionesenza forzature. «L’indicazione da mettere in pratica è quella di seguire una dieta equilibrata che privilegi il consumo di prodotti freschi stagionali. Questo perché l’organismo richiede di rispettare la stagionalità nell’assunzione di frutta e verdura. Il consumo "al momento giustoimpatta sulla produzione di calore a scopo protettivo per evitare squilibri termici. In questo modo ciascun alimento, consumato quando serveandrà a stimolare determinate vie e non altre chein quella determinata stagionenon dovrebbero essere stimolate».

Questo principio riguarda non solo frutta e verdurama anche quei cibi che spesso consideriamo neutrali e che invece giocano un ruolo attivo nel metabolismo: «I prodotti derivati dal granoi piselliil maisi funghile patatele uovail loro consumo equilibrato va a impattare sul metabolismo e sulla produzione di grassiproteine e zuccheri senza alcuno squilibrio». Sono alimenti quotidiani, disponibili tutto l’anno, ma che inseriti nel contesto stagionale acquistano un significato diverso. E quando ci si avvicina al cambio di stagione, ci sono cibi capaci di accompagnare il passaggio senza stressare l’organismo: «Nel passaggio tra le stagioni andrebbero privilegiati i cosiddetti cibi freschi (pomodori, melanzane, latte) e per la primavera anche gli alimenti cosiddetti appena riscaldanticome la carnele rapela zuccail polloil caffè».

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