martedì 25 novembre 2025

Perché viene il singhiozzo

 

Perché viene il singhiozzo 

(soprattutto a tavola) 

e come farlo passare

Dal ruolo del diaframma alle irritazioni del nervo frenico, fino ai fattori legati a cibo, bevande e abitudini quotidiane: un viaggio dentro il meccanismo che scatena il singhiozzo e nei modi più efficaci per interromperlo

Capita spesso proprio a tavola: un boccone di troppo, un brindisi allegro, un sorso di acqua frizzante bevuto in fretta. E all’improvviso arriva lui, l’inconfondibile “hic”. Il singhiozzo è uno dei piccoli disturbi più comuni e fastidiosi che possono interrompere un pasto o un momento di convivialità, tanto da essere diventato quasi una scena ricorrente nelle occasioni in cui mangiamo o beviamo in compagnia. Ma perché compare? E soprattutto: come farlo passare davvero, oltre i classici rimedi della nonna? A raccontarlo è Alessandro Repici, responsabile di Endoscopia digestiva di Humanitas Salute, che aiuta a fare chiarezza su questo fenomeno tanto banale quanto sorprendente.

Perché viene il singhiozzo (soprattutto a tavola) e come farlo passare

Singhiozzo: cause, rimedi e curiosità di un riflesso fastidioso

Cos’è davvero il singhiozzo

Il singhiozzo nasce da una contrazione ripetuta e involontaria del diaframmail grande muscolo che consente la respirazioneQuando il diaframma si contrae in modo anomalola glottide - una sorta di piccola “valvola” nella laringe - si chiude bruscamenteDa questa chiusura improvvisa nasce il suono inconfondibilehic. Il motore del singhiozzo è l’irritazione del nervo frenico, che controlla i movimenti del diaframma. Ma nel meccanismo intervengono anche i centri cerebrali che regolano la respirazione e l’ipotalamo: da qui la natura del fenomeno, improvvisa e impossibile da controllare volontariamente.

Perché compare (e perché spesso c’entra il cibo)

Molte cause rimangono misteriosema un punto è chiarocerti comportamenti quotidiani aumentano la probabilità di scatenare un episodio di singhiozzo. E nella maggior parte dei casi hanno a che fare proprio con il ciboLe situazioni più frequenti includono:

  • Dilatazione dello stomaco, dovuta a pasti troppo abbondanti o consumati troppo velocemente.
  • Sbalzi termici, come alternare bevande molto fredde a piatti fumanti.
  • Eccesso di alcol, che può irritare la mucosa gastrica e il diaframma.
  • Emozione o stress, che portano a ingoiare troppa aria.

In tutti questi casiil diaframma “si ribella” e dà via al tipico singhiozzo.

Quando può essere un segnale di altro

Il singhiozzo occasionale è del tutto normaleMa esistono forme persistenti - quelle che durano più di 48 ore - che possono indicare condizioni mediche da non ignorareTra le possibili cause patologiche:

  • infiammazione del pericardio (pericardite),
  • gastrite o reflusso gastro-esofageo,
  • problemi neurologici ai centri del singhiozzo,
  • occlusione di un vaso sanguigno che nutre tali centri.

Si può prevenire? Sì, soprattutto a tavola

Alcune semplici regole possono ridurre il rischio di incappare in un episodio di singhiozzo, soprattutto durante un pasto:

  • Mangiare e bere lentamente.
  • Masticare bene.
  • Evitare estremi di temperatura.
  • Limitare gli alcolici.
  • Evitare di parlare troppo mentre si mangia.

Quanto può durare e quando preoccuparsi

Nella maggior parte dei casiun episodio dura da pochi secondi a qualche minuto. Ma nei casi più complicati può protrarsi per ore o addirittura giorni. In queste situazioni è necessario rivolgersi al medico.

I rimedi: tra tradizione, scienza e un pizzico di folklore

Molti metodi sono tramandati di generazione in generazionedai piccoli sorsi d’acqua allo spavento improvvisoAlcuni funzionanoaltri sono semplici leggendeMa il rimedio più efficace ha più di duemila anniTra i metodi che possono funzionare davvero:

  • Trattenere il respiro per 10–25 secondi.
  • Bere piccoli sorsi d’acqua velocemente.
  • Inghiottire un cucchiaino di zucchero o miele.
  • Provare a starnutire.
  • Assumere un cucchiaino d’aceto succo di limone.
  • Stimolare un punto di agopuntura nel padiglione auricolare.

Se il singhiozzo persistepossono essere necessari farmaci antispasmodicisedativi o . nei casi estremi - interventi per devitalizzare il nervo frenico.

Una curiosità da Guinness

La storia più incredibile è quella dello statunitense Charles OsborneNel 1922 iniziò a singhiozzare mentre sollevava un maialeContinuò per 68 anni consecutivicon circa 430 milioni di singhiozzi registrati nella sua vitaIl fenomeno scomparve all’improvviso nel 1990Osborne morì l’anno successivoa 97 anni. Un caso unico, entrato nel Guinness dei primati.

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